Wmo: 70% di possibilità che entro la fine dell’anno torni El Niño

Non ci si aspetta un El Niño potente come quello del 2015/16, ma avrà conseguenze non meno gravi

[11 settembre 2018]

Secondo l’ultimo bollettino “WMO El Niño / La Niña Update September 2018” dell’ Organizzazione meteorologica mondiale (Wmo), «La probabilità che sopravvenga un episodio di El Niño entro la fine dell’anno è del 70% La Wmo ricorda che El Niño «E’ caratterizzato da fluttuazioni della temperatura superficiale del mare nel Pacifico equatoriale, che sono associate a variazioni della circolazione atmosferica».

Le temperature superficiali del mare nel Pacifico e deversi indicatori tropicali del Pacifico centro-orientale determinano ancora condizioni di El Niño/Southern Oscillation (Enso) neutro (che non denotano né un episodio di El Niño né de La Niña) ma la Wmo dice che «Tuttavia, secondo modelli di previsione più dinamici e statistiche, un riscaldamento del Pacifico tropicale è imminente e nel corso dell’ultimo trimestre dell’anno dovrebbe raggiungere la fase di un fenomeno di El Niño di bassa intensità. La probabilità di un El Niño è di circa il 70%, ma la sua intensità è incerta perché i risultati delle previsioni numeriche oscillano tra condizioni neutre e un El Niño moderato. I servizi meteorologici e idrologici nazionali (NMHS) continueranno a monitorare gli sviluppi nei prossimi mesi».

Alla Wmo spiegano che «I progressi nella comprensione e nella modellazione dell’Enso, resa possibile da ampi programmi di osservazione, hanno migliorato le capacità di monitoraggio e di previsione e per aiutare quindi la società a prepararsi ai rischi – forti piogge, inondazioni, siccità – inerenti a questo fenomeno, che influenza anche la temperatura media. I cambiamenti climatici influenzano le dinamiche tradizionali dei fenomeni di El Niño e La Niña e il loro impatto».

Il segretario generale della Wmo, Petteri Taalas, ha ricordato che «Il 2018 è iniziato con una La Niña di bassa intensità, ma il raffreddamento indotto da questo fenomeno non è stato sufficiente ad attenuare la tendenza al riscaldamento globale: quest’anno è infatti pronto a entrare nel palmarès dei più caldi mai constatati». Il bollettino Wmo evidenzia che tra maggio e luglio in tutto il mondo persistevano  temperature al di sopra del normale, alle quali si sono aggiunti eventi meteorologici estremi come caldo record registrato nel nord Europa, o le devastanti inondazioni che hanno colpito il Giappone, l’India e Sud-Est asiatico.

Taalas sottolinea che «Molti di questi fenomeni fanno parte della logica del riscaldamento globale. La Wmo non si aspetta un El Niño potente come quello del 2015/16, ma avrà conseguenze non meno gravi. Anticipare questo fenomeno contribuirà a salvare molte vite e prevenire significative perdite economiche».

“WMO El Niño / La Niña Update September 2018” si basa su previsioni numeriche integrate da analisi di esperti di tutto il mondo. Le informazioni affidabili che contiene sono destinate a player chiave in termini di risorse sanitarie e di gestione delle catastrofi e dell’acqua così come ai settori sensibili al clima che comprendono agricoltura, pesca e energia. Infornazioni e dati che vengono usati dai politici e dai pianificatori dei governi e del sistema delle Nazioni Unite.

Per la prima volta, l’aggiornamento del bollettino El Niño/La Niña aggiornamento è accompagnato da una previsione del un clima stagionale a livello globale per il periodo da settembre a novembre che utilizza i modelli previsionali globali gestiti dai centri accreditati dalla Wmo in tutto il mondo e ne viene fuori che «Le precipitazioni attese sono simili a quelle che di solito sono tradizionalmente associate a El Niño in alcune regioni, ma non in tutte, il che è forse a causa della bassa intensità dell’episodio annunciato».

Secondo le previsioni, «il bilancio pende verso  temperature di superficie  di sopra del normale nella maggior parte della regione Asia-Pacifico, in Europa, in Nord America, in Africa e in  gran parte della costa del Sud America. Molte, ma non tutte, queste regioni tra maggio e luglio 2018 hanno avuto anomalie di temperatura positive. La deviazione dalla norma variava da 1 a 3° C in gran parte del Nord America, Europa, Nord Africa, Asia orientale e Medio Oriente. Fanno eccezione a questo contesto  molte regioni del Sud America situate nell’entroterra, la Groenlandia, molte isole nel Sud Pacifico e parti dei Caraibi.

Delle precipitazioni deficitarie sono attese in America centrale e nei Caraibi, in parte dell’Asia meridionale, in Asia orientale e nella regione del Pacifico. Le precipitazioni dovrebbero superiori al normale in alcune parti del Nord America meridionale e nell’Africa equatoriale sud-orientale, nelle aree costiere del Golfo di Guinea, nell’estremo sud-est L’Europa, nell’Asia sud-occidentale e nelle aree remote del Sud America che si trovano nell’entroterra.

Le previsioni per settembre-novembre mostrano anomalie per la siccità dovrebbero persistere nell’Asia orientale e nella regione del Pacifico, così come in America centrale e nei Caraibi,. Altrove, in generale, le anomalie delle precipitazioni osservate tra maggio e luglio dovrebbero finire.