Wmo: nel 2012 concentrazioni record di gas serra nell’atmosfera

Le concentrazioni atmosferiche di CO2, CH4 e N2O a livelli senza precedenti da almeno 800.000 anni

[6 novembre 2013]

«La concentrazione di gas serra nel 2012 ha raggiunto il record, proseguendo ed accelerando una progressione che sta alimentando il cambiamento climatico e che condizionerà il futuro del nostro pianeta per migliaia di anni». A dirlo è il Greenhouse Gas Bulletin annuale della World Meteorological Organization (Wmo) che rivela anche che «Il forcing radiativo dei gas serra, che induce il riscaldamento del sistema climatico, si è accresciuto del 32% tra il 1990 e il 2012 a causa del biossido di carbonio e di altri gas persistenti che ritengono il calore, quali il metano ed il protossido di azoto».

Secondo il bollettino della Wmo sono le emissioni di CO2, dovute soprattutto ai combustibili fossili, ad essere responsabili dell’80% di questo aumento ed aggiunge che «Il rialzo della CO2 avvenuto tra il 2011 e il 2012 è superiore al tasso medio di accrescimento degli ultimi 10 anni», smontando così la presunta diminuzione delle emissioni di CO2 a causa della crisi economica.

La Wto sottolinea che «Dall’inizio dell’era industriale, nel 1750, la concentrazione media di CO2 nell’atmosfera del pianeta è aumentata del 41%, quella del metano del 160% e quella del protossido di azoto del de 20%».

La quantità di CO2 presente nell’atmosfera nel 2012 ha raggiunto le 393,1 parti per milione (ppm) prima della rivoluzione industriale era a 278 ppm.. Tra il 2011 e il 2012 la concentrazione di CO2 in atmosfera è aumentata di 2,2 ppm, con un aumento superiore alla media degli ultimi 10 anni: 2,02 ppm, un’accelerazione del trend che  è stata confermata nel 2013 con il raggiungimento di 400 ppm a Mauna Loa, nelle Hawaii.  Al ritmo attuale in tutto il mondo le 400 ppm dovrebbero essere raggiunte nel 2015 o nel 2016.

Il  metano atmosferico (CH4) nel 2012 ha raggiunto il record di 1.819 parti per miliardo (ppb). Il bollettino Wmo precisa che «Ad oggi non ci sono aumenti misurabili delle concentrazioni di  CH4 nell’artico sotto l’effetto dello scioglimento del permafrost e degli idrati. La crescita del livello medio di CH4 nel mondo è piuttosto associate ad un aumento delle emissioni alle latitudini tropicali e medie dell’emisfero Nord».

Le emissioni di protossido di azoto (N2O) nel 2012 hanno raggiunto le 325,1 ppb, 0,9 ppb in più del 2011. Nei prossimi 100 anni l’impatto del N2O sul clima, ad emissioni uguali, sarà di 298 volte più grande di quello della CO2. Questo gas svolge un ruolo importante nella distruzione della cappa di ozono stratosferico che ci protegge dai raggi nocivi emessi dal sole.

Il forcin radiativo totale indotto dall’insieme dei gas serra persistenti  corrisponde a 475,6 ppm equivalenti di CO2, contro le 473,0 ppm del 2011. Tra gli altri gas serra persistenti figurano i clorofluorocarburi (Cfc) distruttori di ozono, gli idroclorofluorocarburi (Hcfc) e gli idroflyuorocarburi (Hfc), che stanno tutti aumentando ad un ritmo abbastanza rapido.

I processi che si stanno sviluppando nella nostra atmosfera sono solo un aspetto dei cambiamenti in corso: «La metà circa della CO2 riversata dalle attività umane resta nell’atmosfera, il resto è assorbito dalla biosfera e dagli oceani», si legge sul Greenhouse Gas Bulletin.

Secondo Michel Jarraud, d segretario generale della Wmo, «Le osservazioni provenienti dal Global Atmosphere Watch network Wmo mostrano ancora una volta che i gas di origine antropica che ritengono il calore hanno perturbato l’equilibrio naturale dell’atmosfera  terrestre e contribuiscono ampoiamente al cambiamento climatico.

Nel suo quinto  Assessment Report, l’Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc) sottolinea che le concentrazioni atmosferiche di diossido di carbonio, di metano e di protossido di azoto hanno raggiunto livelli senza precedenti da almeno  800.000 anni. E’ per questo che il nostro clima cambia, che le condizioni meteorologiche sono più estreme, che le calotte ed i ghiacciai si sciolgono e che il livello del mare si innalza. Secondo l’Ipcc, se proseguiremo su questa strada, la temperatura media del globo alla fine del secolo potrebbe superare di 4,6 gradi quella che c’era prima dell’era indstriale ed anche di più in alcune regioni. Le conseguenze sarebbero catastrofiche. Bisogna ridurre in maniera sensibile e prolungata le emissioni di gas serra per limitare il cambiamento climatico. Dobbiamo agire oggi per non mettere in pericolo l’avvenire dei nostri figli e dei nostri nipoti così come quello di altre generazioni. Il tempo gioca contro di noi».