In Africa 180 milioni di persone vivono su terreni degradati. Necessario l’intervento pubblico

World Soil Day: il degrado dei suoli africani minaccia la sicurezza alimentare e lo sviluppo

[4 dicembre 2014]

«Trascurare la salute del suolo dell’Africa si blocca il continente in un ciclo di insicurezza alimentare per le generazioni a venire», è l’avvertimento che lancia oggi, alla vigilia del World Soil Day 2014, il rapporto “No Ordinary Matter: Conserving, Restoring and Enhancing Africa’s Soils” realizzato dal Montpellier Panel e che viene presentato questo pomeriggio alla sede dell’International Fund for Agricultural Development (Ifad) a Roma. Un rapporto che farebbero bene a leggere i teorici dell’ “aiutiamoli a casa loro” o chi cerca (o finge di cercare) le ragioni e la spiegazione dell’emigrazione economica dall’Africa.

Secondo il rapporto di Agricolture for Impact (A4I) ed Ifad al problema del degrado dei suoli africani dovrebbe essere data una priorità più alta da parte dei donatori, anche perché «ostacola lo sviluppo economico, il che costa agli agricoltori del continente miliardi di dollari in reddito perso».

Lo studio è stato pubblicato come contributo anticipato al  2015 international year of soils – Healthy soils for a healthy life e come ricorda A4I, «I suoli sono i principali responsabili della fornitura di acqua e nutrienti per le colture e gli animali. Quando non sono in grado di fornire questi servizi alla loro piena capacità, le colture, gli animali e gli agricoltori che dipendono da loro ne  soffrono. E’ anche vero il contrario è anche: il ripristino, la conservazione e valorizzazione del suolo può migliorare la produttività delle colture e le risorse di base dalle quali gli agricoltori dipendono. Il terreno è però sottovalutato e trascurato sia fisicamente e politicamente come risorsa naturale. Il degrado del suolo colpisce ormai circa un terzo della superficie della Terra e 3,2 miliardi di persone, i Paesi in via di sviluppo ed i  piccoli agricoltori sono colpiti più gravemente».

Gli esperti del Montpellier Panel e gli scienziati del suolo chiedono che il suolo diventi una priorità globale – all’interno dei Sustainable Development Goals dei piani nazionali del Comprehensive Africa Agriculture Development Programme (Caadp) – e che, insieme alla gestione del suolo integrata per il XXI  secolo, vadano verso l’intensificazione sostenibile per realizzare suoli climate smart.

Il Montpellier Panel è costituito da esperti  di agricoltura, commercio e di ecologia europei ed africani sottolinea che «Il degrado del territorio riduce la fertilità del suolo, con conseguente calo dei rendimenti delle colture e di aumenti delle emissioni di gas serra. In Africa, dove il 65% dei seminativi, il 30% dei pascoli e il 20% delle foreste sono già danneggiati, gli effetti sono notevoli».

Il presidente del Montpellier Pane,l Sir Gordon Conway dell’Imperial College di Londra, ha detto a BBC News: «Spendiamo un sacco di tempo a parlare di colture e spendiamo un sacco di tempo a parlare di bestiame. Facciamo grandi dibattiti su tutti i tipi di agricoltura, ma tendiamo ad ignorare che tutto dipende dai terreni. Le misurazioni recenti hanno dimostrato che i livelli di degrado del suolo in tutto il continente sono  molto alti. Il serio degrado dei suoli assomma a circa un quarto della superficie sub-sahariana, si tratta di una vasta area. Ci sono circa 180 milioni di persone che vivono su terreni che sono, in un modo o nell’altro, degradati. E’ davvero molto grave. Il problema minaccia la produzione alimentare in una regione che sta tata già sperimentando rese delle colture molto basse. Il rendimento medio nell’Africa sub-sahariana è di circa una tonnellata per ettaro. In India, si tratta di due tonnellate e mezzo, mentre in Cina è più di tre tonnellate per ettaro. Così in Africa, abbiamo una combinazione di degrado del suolo, scarsa resa ed una popolazione in crescita».

Sir Gordon descrive questo gigantesco  problema come «Una crisi di degrado del territorio e della gestione del suolo. Dobbiamo  fare qualcosa al riguardo».

Il Montpellier Panel ha formulato una serie di raccomandazioni, le principali sono: Rafforzare il sostegno politico per la gestione del suolo Aumentare il sostegno finanziario per gli investimenti nella gestione del territorio e dei suoli; Attribuire un valore al degrado del suolo; Creare incentivi, in particolare per assicurare il diritto alla terra; Costruire sulle conoscenze e le risorse esistenti

Nel rapporto che verrà presentato oggi a Roma  si legge che i membri Panel «Ritengono che il suolo sia la pietra angolare della sicurezza alimentare e dello sviluppo agricolo e la sua cura, il suo restauro, le sue valorizzazione e conservazione dovrebbero intuitivamente diventare una delle principali priorità globali».

Sir Gordon conclude: «L’Africa importa già ogni anno 40 miliardi dollari di cibo, si tratta di una quantità enorme se non produciamo più cibo in Africa sarà sempre peggio e il continente ne soffrirà le conseguenze. In secondo luogo, se non prestiamo attenzione al degrado del suolo in Africa, allora la terra stessa continuerà a degradarsi,  il che ridurrà ulteriormente i rendimenti che stiamo ottenendo in questo momento. Sappiamo che cosa dobbiamo fare per migliorare la qualità del suolo, ma la grande sfida è fornire gli strumenti e fare in modo che ci siano incentivi per gli agricoltori. Gli agricoltori non investiranno nella loro terra a meno che non abbiano la proprietà della terra. In molti casi, non possono permettersi di investire nella loro terra, così c’è bisogno di soldi pubblici. Nel Sud-Est asiatico, i grandi programmi di irrigazione che hanno fornito gran parte della sicurezza alimentare nella regione sono stati finanziati con fondi pubblici».

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  • Nature Is Speaking – Edward Norton is The Soil | Conservation International (CI)