Colpo di Stato in Lesotho? Il poverissimo regno che rifornisce di energia e acqua il Sudafrica

[1 settembre 2014]

In Lesotho, il piccolo regno montano completamente circondato dal Sudafrica, sarebbe in corso un colpo di stato. Secondo quanto ha detto all’AFp a il ministro dello sport  Thesele Maseribane, «la Lesotho defence force ha occupato  il quartier generale della polizia. Alle 4,000 di questa mattina, hanno circolato intorno alla residenza del Primo ministro ed alla mia».

Maseribane, che è anche il capo del Basotho National Party, uno dei partiti della fragilissima coalizione al potere a Maseru dopo le elezioni del 2012, ha affermato che «Ci sono stati colpi di arma da fuoco tra le 4,00 e le 7,00 o le 8,00. Le comunicazioni telefoniche e le altre sono state disturbate. Disturbano i telefoni, disturbano tutto. Sono riuscito a fuggire dopo essere stato avvisato . Il Comandante in capo ha detto che mi cercava, che cercava il Primo ministro ed il vice-Primo ministro per condurci dal Re. Nel nostro Paese, questo significa un colpo di Stato».

Maseribane  ha accusato il vice-premier Mothetjoa Metsing, leader del terzo partito della coalizione di governo, il Lesotho Congress for Democracy (Lcd) di essere coinvolto nel golpe militare, ma secondo lui il premier Tom Thabane ed il suo governo sarebbero ancora in carica: «Il Primo ministro ed io stesso siamo sempre il governo di coalizione. Il primo ministro è sempre al potere Thabane sta bene», ma nessuno sa dove sia il premier del Lesotho e il  ministro dello sport ammette che «La situazione resta pericolosa, con gente armata che corre per Maseru». Ma Maseribane è stato presto smentito dallo stesso premier Thabane che ha detto alla BBC di essere stato cacciato dal governo e di essere fuggito in Sudafrica ma ha aggiunto: «Tornerò al più presto, la mia vita non è in pericolo».

La confusione è grande,  visto che l’esercito di Lesotho ha smentito il colpo di Stato. In una dichiarazione alla televisione sudafricana Ann7 e poi alla Reuters il maggiore Ntele Ntoi ha assicurato che «Non c’è  mai stato e mai ci sarà un colpo di stato a Lesotho commesso dall’esercito. L’esercito si è  lanciato in una operazione per disarmare la polizia che, secondo elementi di intelligence raccolti dall’esercito, si apprestava ad armare alcuni partiti politici a Lesotho. La situazione è tornata alla normalità. L’esercito è tornato nelle caserme”, ha detto il maggiore Ntlele Ntoi. L’esercito sostiene il governo attualmente eletto». Se abbiamo capito bene, il golpe lo voleva fare la polizia, fedele al premier Thabane insieme a due  partiti che governavano nella coalizione del fuggitivo premier e che quindi avrebbe tentato un auto-golpe sventato dall’esercito fedele al vice-premier Metsing che ha promesso di fare un governo alternativo a quello teoricamente in carica…

La monarchia parlamentare del Lesotho, un’enclave nel Sudafrica formato in gran parte da altipiani dove la gran parte dei 2 milioni di abitanti fanno una vita durissima, già a giugno aveva subito una crisi di governo durante la quale si erano registrati movimenti dell’esercito che facevano temere un golpe, poi le forze politiche avevano raggiunto un accordo che aveva momentaneamente allontanato il pericolo di colpo di Stato. Ma praticamente tutti, a partire dal governo sudafricano, dubitavano che il governo di Maseru sarebbe riuscito ad arrivare alle elezioni previste per il 2017.

Già a giugno il governo sudafricano aveva avvertito il minuscolo vicino che non avrebbe tollerato nessun cambiamento non costituzionale del governo. Sudafrica e Lesotho sono legati a filo doppio: dalle montagne  piccolo regno arriva buona parte dell’acqua che serve a dissetare le grandi metropoli sudafricane di  Pretoria/Tshwane e Johannesburg, ma anche l’energia idroelettrica per far funzionare industrie e miniere, e  il Lesotho fornisce anche manodopera a basso costo al suo potente vicino e l’instabilità provocata dal golpe potrebbe far arrivare in Sudafrica, che ha già un notevole tasso di disoccupazione, molti profughi in cerca di alloggio e lavoro.

I rapporti tra il dispotico e capriccioso re Letsie III ed i vari governi sono stati spesso turbolenti ed il potente vicino sudafricano è già intervenuto più volte in Lesotho. Fin dalla sua indipendenza nel 1966, il Lesotho ha subito numerosi colpi di Stato, ammutinamenti militari ed assassinii politici, sia i tempi del Sudafrica governato dal regime razzista bianco dell’Apartheid che nel 1986 organizzo un golpe a maseru per impedire che l il Paese diventasse una retrovia dei guerriglieri dell’African national council (Anc). Le cose non sono cambiate con l’arrivo dell’Anc al potere a Pretoria/Tshwane: nel 1998 truppe del Sudafrica e del Botswana invasero il Lesotho per porre fine ai sanguinosi disordini post-elettorali a Maseru, con il regno che era ormai sull’orlo della guerra civile.