Coldiretti: positivo l’impegno di Regioni e Governo per mantenere in Italia il divieto di coltivare Ogm

Coltivazione mais Ogm, il ministero lavora al nuovo decreto che proroga il divieto

Susanna Cenni (PD): «Fare dell'Expo il momento delle scelte definitive per la buona agricoltura»

[22 gennaio 2015]

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali risponde alla Conferenza delle regioni che chiedono un nuovo decreto interministeriale che proroghi il divieto di coltivazione sul territorio italiano del mais Mon810, in vista della scadenza prevista per l’11 febbraio. In un comunicato il ministero sottolinea che,  «Come già confermato dal Ministro Martina, sta proseguendo il lavoro, insieme al Ministero dell’Ambiente e al Ministero della Salute, per approvare un nuovo decreto interministeriale che proroghi il divieto di coltivazione sul territorio italiano del mais Mon810. Il nuovo provvedimento sarà approvato prima della scadenza della precedente disposizione, adottata nel luglio del 2013, nell’attesa dell’entrata in vigore della nuova direttiva in materia di Ogm recentemente approvata dal Parlamento europeo e frutto di un accordo raggiunto nelle scorse settimane con il Consiglio e la Commissione, che sancisce il diritto degli Stati Membri di limitare o proibire la coltivazione di organismi geneticamente modificati sul territorio nazionale, anche se questi sono autorizzati a livello europeo, per motivi di natura economica ed agricola»

Sulla questione Ogm interviene anche Susanna Cenni, deputata del PD della commissione agricoltura alla Camera: «Bene l’accelerazione con cui il ministero delle Politiche agricole, insieme ai ministeri dell’Ambiente e della Salute, sta lavorando al nuovo provvedimento interministeriale che proroghi il divieto di coltivazione sul territorio italiano del mais Mon810. Nell’attesa dell’entrata in vigore della direttiva Ue sugli OGM che lascia agli stati membri le libertà di coltivazione o no, è fondamentale che il decreto sia approvato altrimenti si rischia di mettere in pericolo quanto fatto a tutela dell’ambiente, del nostro Made in Italy. La volontà di Governo, Parlamento e Regioni contro la coltivazione di Ogm sono chiare da tempo, come chiara è sempre stata la posizione del PD che in questi giorni aveva anche presentato un nuovo emendamento al Milleproroghe. L’Italia deve investire sulla sua biodiversità e fare dell’anno di Expo il momento delle scelte definitive e della crescita della buona agricoltura evitando, ove non lo faranno le nuove norme Ue, di lasciare spazi di possibile ambiguità».

Per Roberto Moncalvo, presidente di Coldiretti, «E’ positivo l’impegno assunto da Regioni e Governo per mantenere in Italia il divieto di coltivare Ogm come chiedono quasi otto italiani su dieci. Si tratta di una esigenza, in attesa del via libera finale alla direttiva Europea che consentirà  ai Paesi membri dell’Ue di limitare o proibire la coltivazione di organismi geneticamente modificati (ogm) sul territorio nazionale, anche se questi sono autorizzati a livello europeo. Per l’Italia gli organismi geneticamente modificati (Ogm) in agricoltura non pongono solo seri problemi di sicurezza ambientale, ma soprattutto perseguono un modello di sviluppo che è il grande alleato dell’omologazione e il grande nemico del Made in Italy». Secondo una analisi della Coldiretti nell’Unione Europea «Nonostante l’azione delle lobbies che producono Ogm, nel 2013 sono rimasti solo 5e, su 28, i Paesi a coltivare Ogm (Spagna, Portogallo, Repubblica Ceca, Slovacchia e Romania), con appena 148.000 ettari di mais transgenico MON810 piantati nel 2013, la quasi totalità in Spagna (136.962 ettari). Si tratta quindi di fatto di un unico Paese (la Spagna) dove si coltiva un unico prodotto (il mais MON810)».