Come saranno le città europee del futuro? L’Agenda urbana nascerà con il contributo dei cittadini

Il 72% della popolazione totale dell'Ue vive già in agglomerazioni e conurbazioni

[22 luglio 2014]

Il commissario europeo alla Politica regionale e urbana, Johannes Hahn, ha invitato i cittadini dell’Ue «ad esprimersi su un’Agenda urbana dell’UE, sulla forma che dovrebbe assumere e sulle modalità per attuarla» e si augura «un forte impegno degli stakeholder e degli abitanti delle città a partecipare a una consultazione pubblica che affianca una comunicazione formale appena pubblicata dalla Commissione europea».

In una nota la Commissione europea spiega che questa «Fa seguito a un numero crescente di richieste di un maggiore coinvolgimento delle città nella concezione delle politiche unionali e di una maggiore coerenza nel modo in cui le istituzioni dell’Europa affrontano le sfide cui si trovano confrontate le conglomerazioni urbane». Inoltre, «la comunicazione della Commissione “La dimensione urbana delle politiche dell’Ue” descrive la situazione delle città dell’Ue e le politiche urbane negli Stati membri, nonché la dimensione globale dell’urbanizzazione. Essa ribadisce il fatto che un’Agenda urbana dell’Ue dovrebbe rispecchiare gli obiettivi complessivi dell’Ue ed integrare inoltre le politiche nazionali degli Stati membri».

Il 72% della popolazione totale dell’Ue vive in agglomerazioni, città e conurbazioni, ma entra il 2050 La popolazione urbana dell’Ue dovrebbe superare l’80% e la comunicazione indica che «Più di due terzi di tutte le politiche dell’UE, ad esempio quelle relative ai trasporti, all’energia e all’ambiente, interessano direttamente o indirettamente le città. Un’Agenda urbana si prefiggerebbe un approccio maggiormente integrato allo sviluppo politico per assicurare la coerenza ed evitare le contraddizioni».

Hahn ha evidenziato che «dall’inquinamento alla povertà, dalla disoccupazione all’energia, non possiamo affrontare le sfide cui è confrontata l’Europa né possiamo raggiungere i suoi obiettivi se non affrontiamo queste tematiche nelle città europee. Un’Agenda urbana dell’Ue deve rispettare il principio di sussidiarietà, ma dovremmo intervenire laddove possiamo migliorare le politiche dell’Ue rafforzando la dimensione urbana, come anche conferendo alle città dell’Europa un ruolo maggiore in qualità di partner dell’Ue. La consultazione odierna costituisce un importante passo in tale direzione. Più di due terzi della popolazione europea vive in città ed è quindi appropriato che la nostra riforma della politica di coesione dell’UE ponga già ora lo sviluppo urbano e cittadino ai vertici dell’agenda politica. Un’Agenda urbana dell’Ue va anche oltre, ed ora desideriamo sentire la voce dei principali stakeholder e di coloro che vivono nelle città. Riteniamo che, se innalziamo il profilo della dimensione urbana nell’ambito del nostro sistema decisionale, l’Ue reagirà in modo più efficace all’evoluzione dei bisogni non solo di coloro che vivono nelle aree urbane, ma anche di tutti coloro che vivono fuori dalle città ma dipendono dai loro servizi».

La consultazione pubblica è aperta fino al 26 settembre 2014 e pone questioni fondamentali come: Perché abbiamo bisogno di un’Agenda urbana dell’Ue? Quanto specifiche dovrebbero essere le sue finalità? In quali ambiti l’intervento dell’Ue può recare il massimo valore aggiunto? Le città dovrebbero essere coinvolte nel processo decisionale? E, in caso di risposta affermativa, in che modo? Ai cittadini l’onere e l’onore di contribuire alle risposte.