L’appuntamento domani 16 giugno

Ad Arcidosso nasce un presidio dei Patrimoni culturali immateriali Unesco

Nella Rocca Aldobrandesca un evento per approfondire i legami tra conoscenze tradizionali, costumi e rituali sociali con le possibilità di sviluppo economico locale

[15 giugno 2018]

Un paese amiatino di 4250 abitanti, Arcidosso, diventa un centro di rilevanza nazionale approfondire la conoscenza del nostro patrimonio culturale immateriale: da tempo attivo nella promozione e riscoperta delle tradizioni locali, Arcidosso avvierà infatti il prossimo 16 giugno – nella Rocca Aldobrandesca – un evento dedicato al tema Patrimoni culturali immateriali Unesco e sviluppo locale, con il coordinamento scientifico della Fondazione nata su impulso del Centro studi Silvia Santagata – Ebla (ente associato alla cattedra Unesco in Sviluppo sostenibile e gestione del territorio dell’Università di Torino) e il sostegno della presidenza del Consiglio regionale della Toscana.

L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura (Unesco), con la sua Convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale pone infatti particolare attenzione sugli usi, il saper fare, le conoscenze tradizionali, i costumi e rituali sociali, le lingue tramandate di generazione in generazione: non come semplice retaggio di un passato da commemorare, ma come leva per un nuovo e sostenibile sviluppo locale.

All’interno del contesto che sarà articolato durante l’edizione 2018 dell’Amiata folk festival: il calore della terra – festival del racconto orale e di danze etniche, che prenderà vita dal 6 all’8 luglio – Arcidosso vuole infatti rappresentare il crocevia, anche geografico, dove la contaminazione tra riti, tradizioni, antichi mestieri, riscoperta di colture alimentari di qualità e di sperimentazioni, diventa un punto di riferimento di culture transnazionali; da qui lo spunto per la kermesse costruita dal comune amiatino insieme al CoSviG (Consorzio per lo sviluppo delle aree geotermiche) e dal periodico Energeo Magazine, prevista appunto il 16 giugno prossimo nella Rocca Aldobrandesca: l’antico manieropotrà diventare presto un «presidio» nello spirito della Convenzione Unesco per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale e della promozione del dialogo tra culture.

L’evento farà da apripista ai territori che sono al centro di nuove strategie dell’economia della cultura, presentando casi studio tra cui spiccano le “Vie e delle civiltà della transumanza” (un partenariato transnazionale costituito dalle regioni Molise, Abruzzo, Puglia, Campania e Basilicata e da altre regioni di Spagna, Francia, Portogallo, Grecia e Svezia) o AlpFoodWay, progetto riguarda le pratiche socioeconomiche e culturali legate alle produzioni e al consumo di cibo tipico della catena delle Alpi.

Amche la Fondazione Slow Food per la biodiversità lancerà ad Arcidosso un progetto per individuare i valori dei territori in margine all’Appennino – la cui anteprima è stata già proposta al Salone del libro di Torino –, un ambizioso progetto che mira a svilupparsi lungo l’intera dorsale appenninica e i rilievi ai margini della medesima catena montuosa, puntando in prospettiva ad iscrivere il patrimonio alimentare di questi rilievi collinari e montuosi nella lista del Patrimonio culturale intangibile dell’Unesco.

La kermesse, patrocinata dagli Ordini dei giornalisti del Piemonte e della Toscana, è dunque destinata a tutti, dai semplici appassionati agli amministratori locali, nonché ai membri della Pro loco e di associazioni culturali che, in maniera rigorosa, vogliono salvaguardare il loro patrimonio orale e immateriale.