Greenaccord: «L’obiettivo è sostenere i giornalisti nel loro compito di accompagnare, incentivare e diffondere una nuova cultura ambientale»

Al via a Veroli la XIII Giornata nazionale per la custodia del creato, col Forum della stampa

Il vescovo: «I migranti sono spesso il risultato di un uso violento ed egoista delle risorse, di cui tutti siamo responsabili»

[31 agosto 2018]

Si aprirà domani a Veroli la XIII Giornata nazionale per la custodia del creato, come sempre organizzata da Greenaccord, associazione a servizio del giornalismo ambientale di ispirazione cristiana; sabato sarà protagonista nel seminario vescovile il XIII Forum della stampa, mentre il giorno successivo sarà occupato dalla messa – trasmessa anche da Rai 1, alle 11 – nella Basilica di Santa Maria Salome. «Obiettivo del Forum – introduce il presidente di Greenaccord Alfonso Cauteruccio – è proprio quello di sostenere i giornalisti nel loro compito di accompagnare, incentivare e diffondere una nuova cultura ambientale rispettosa della casa comune e delle persone».

«Ascoltare il grido della Terra e mettersi in azione – argomenta Cauteruccio – significa anzitutto vivere un rapporto armonico con tutte le creature e farsi carico, nel concreto della propria esistenza, di tutte le azioni che possono contribuire ad alleggerire il nostro passaggio sulla terra e a rendere meno dolorosa e intensa la sofferenza che il pianeta ci manifesta in vari modi».

A fare gli onori di casa dell’evento (di cui anche quest’anno greenreport è media partner) è il vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino Ambrogio Spreafico, che parlando dell’iniziativa ha sottolineato come «coltivare l’alleanza con la Terra ci sollecita a riscoprire la responsabilità che abbiamo non solo per il territorio in cui viviamo, ma per il pianeta terra, e ci ricorda che senza “alleanza”, quindi senza relazioni e senza la coscienza che ciò che abbiamo non è mai del tutto nostro possesso, ma anzitutto dono ricevuto, non abbiamo futuro».

Un approccio che il vescovo valorizza anche toccando una questione di scottante attualità, quella che incrocia la crisi climatica e migratoria ha aggiunto: «Lo vediamo nelle conseguenze del clima bizzarro, negli uragani e nella desertificazione di intere aree del pianeta, ma anche nella conseguenza delle guerre e della violenza diffusa, che causano grandi spostamenti di intere popolazioni. I migranti infatti sono spesso il risultato di un uso violento ed egoista delle risorse, di cui tutti siamo responsabili».