Alla scoperta della strada romana ritrovata tra Bologna, Fiesole e Arezzo [VIDEO]

[27 gennaio 2014]

Racconta Tito Livio nella sua storia di Roma che nel 187 a.C. i consoli Caio Flaminio e Marco Emilio Lepido, sconfitte le popolazioni liguri che abitavano l’appennino tosco emiliano, ebbero l’incarico di tracciare 2 strade: una da Rimini a Piacenza, l’odierna via Emilia, per unire le città della pianura padana appena conquistata, e l’altra attraverso il crinale appenninico, per collegare Bologna, fondata appena 2 anni prima, con Fiesole e Arezzo.

Mentre la via Emilia è ancora oggi nota a tutti, della seconda strada, caduta in disuso alcuni secoli dopo, se ne perse traccia fino al 1979, quando, in seguito al ritrovamento di una moneta romana nella fessura tra due pietre in una cava di arenaria, e grazie al lavoro degli “archeologi per passione” Cesare Agostini e Franco Santi,  fu riportato alla luce il primo tratto di pavimentazione, nella zona del Monte Bastione, dove il “basolato”, la tipica pavimentazione romana, nel corso dei secoli era stato ricoperta da circa un metro di terra e foglie. Da allora sono stati rinvenuti ampi tratti dell’antica strada, tra il Bastione e il Passo della Futa, per una continuità di alcuni chilometri.

Ora un documentario, che sarà presentato in anteprima a Bologna il primo 1 febbraio alle 16,0 al Grand Hotel Majestic (già Baglioni), racconta la storia della strada, della sua riscoperta e delle iniziative di Legambiente per valorizzarla e farla conoscere. I circoli Legambiente Setta Samoggia Reno (Bo) e  Alto Mugello (Fi)  hanno infatti realizzato nel periodo maggio – giugno – luglio 2013  un corso di formazione che ha portato alla creazione di un gruppo di 18 guide volontarie che si occuperanno della realizzazione di escursioni e visite guidate alla strada romana.

La memoria di quella antica strada era rimasta viva nelle popolazioni appenniniche come  testimoniano anche diversi toponimi lungo un ipotetico percorso rettilineo di crinale, antichi come Cà d’la streda e Font d’la streda, o più moderni come Via Romana Antica, attribuito nel 1963 dal comune di San Benedetto Val di Sambro alla strada che dalla piazza di Madonna dei Fornelli porta verso le Croci..

Dopo 30 anni, lLa grande scoperta di Agostini e Santi ha portato al ritrovamento di 7 siti archeologici a cavallo del Passo della Futa e all’individuazione dell’intero percorso della Flaminia Militare tra Bologna e Arezzo, escluse le aree antropizzate. Ma secondo i due circoli del Cigno Verde molto resta ancora da indagare: «Altri tratti di basolato, reperti delle popolazioni liguri e un sito, vicino Monte Poggiaccio, dove probabilmente le legioni romane allestivano il campo per la sosta nel tragitto tra Bologna e Fiesole, che richiedeva 2 giorni di cammino».

Per tenere viva la memoria storica della Flaminia Militare e valorizzare i territori dei comuni montani attraversati dalla strada romana, i circoli Legambiente Setta Samoggia Reno e Alto Mugello hanno creato un coordinamento delle loro Guide Volontarie che si occupano dell’organizzazione di escursioni e visite ai vari siti, per raccontare dal vivo la storia della strada romana.

Videogallery

  • Legambiente: La Flaminia Militare del 187 a.C.

    https://www.youtube.com/watch?v=-0dFf9T5_jA&feature=youtu.be