Secondo il sondaggio Ue i cittadini pensano sia un’operazione che va anche a loro vantaggio

Altruismo intelligente: il 70% degli europei favorevole agli aiuti ai paesi poveri

La maggioranza degli italiani chiede che la lotta alla povertà sia una priorità

[26 novembre 2013]

Dal sondaggio “Gli aiuti allo sviluppo dell’Ue e gli obiettivi di sviluppo del millennio” di Eurobarometro, pubblicato oggi in occasione delle Giornate europee dello sviluppo del 26 e 27 novembre, emerge un’immagine degli europei che non collima con l’egoismo populista che sembra dilagante: per il 66% dei cittadini dell’Ue, la lotta contro la povertà nei Paesi in via di sviluppo dovrebbe essere una delle principali priorità dell’Unione europea e ben il 69% ritiene che aiutare questi Paesi sia positivo anche per l’Ue e vada a vantaggio dei suoi cittadini. Inoltre, nonostante le difficoltà economiche, un numero più alto di cittadini europei ((il 48% rispetto al 44% del  2012). è disposto a pagare di più per generi alimentari e prodotti che sostengono i Paesi in via di sviluppo  Ben l’83% degli interpellati ritiene che sia importante aiutare le persone nei Paesi in via di sviluppo e il 61% che gli aiuti andrebbero aumentati.

Secondo il 44% dei cittadini Ue la futura politica per lo sviluppo dovrebbe essere incentrata sull’occupazione, seguono la salute (33%), la crescita economica (31%) e l’istruzione (30%).

Venendo agli italiani, per il 78% (media Ue 83%) è importante aiutare le popolazioni dei Paesi in via di sviluppo e per il 50% dovremmo confermare o aumentare il nostro impegno per aiutarli e solo il 18% vorrebbe ridurli. Per il 66% degli italiani 83 punti sotto la media Ue) aiutare i Paesi in via di sviluppo fa bene anche all’Europa e per il 64% 8meno 2 sulla media Ue) dice che la lotta alla povertà dovrebbe essere una priorità Ue e ben il 54% (più 6% sulla media Ue) anche per il governo italiano. Il 40% degli italiani è disposto a pagare di più per prodotti dei Paesi in via di sviluppo, ma solo il 9% sa cosa siano gli Obiettivi di sviluppo del millennio.

Eurobarometro indica le principali tendenze nell’Unione europea:

L’impegno personale a favore dello sviluppo è in aumento. Il 48% degli europei è disposto a pagare di più per generi alimentari e prodotti per sostenere i Paesi in via di sviluppo, con un aumento di 4 punti percentuali dal 2012. Si registrano aumenti consistenti in alcuni dei Paesi che sono stati duramente colpiti dalla crisi economica: Irlanda (47%, +12), Lettonia (27%, +8) e Spagna (+7).

Il sostegno agli aiuti allo sviluppo rimane elevato. L’83% degli interpellati ritiene che sia importante aiutare le persone nei paesi in via di sviluppo, rispetto all’85% dello scorso anno. Viceversa, il numero di persone che sono a favore di un aumento degli aiuti da parte dell’Ue rimane stabile, attestandosi al 61%.

I giovani si sentono particolarmente toccati dalle questioni relative allo sviluppo e desiderano impegnarsi per risolverli. I giovani in particolare ritengono di poter svolgere un ruolo a titolo individuale nella lotta alla povertà nei paesi in via di sviluppo. Se questo è il parere del 61% degli interpellati nella fascia di età 15-24, solo il 45% degli interpellati di 55 anni e oltre lo condivide.

Il 53% degli interpellati nella fascia di età 15-24 è disposto a pagare di più per i prodotti se ciò aiuta i Paesi in via di sviluppo, contro il 45% degli intervistati di età pari o superiore a 55 anni. Gli interpellati più giovani sono inoltre più inclini a pensare che la lotta contro la povertà nei paesi in via di sviluppo debba essere una delle priorità sia dell’Ue che del governo nazionale del loro paese.

Altri risultati del sondaggio speciale Eurobarometro:

Se la maggior parte degli interpellati (66%) ritiene che la lotta contro la povertà nei paesi in via di sviluppo debba essere una delle principali priorità dell’Unione europea, solo il 48% ritiene che debba essere una delle priorità principali del proprio governo nazionale.

Solo un esiguo numero di interpellati (6%) ha sentito menzionare gli obiettivi di sviluppo del millennio, ha letto qualcosa sull’argomento e sa di cosa si tratti. Posti di fronte ad un elenco di obiettivi di sviluppo del millennio, gli europei ritengono che le maggiori difficoltà da superare nel prossimo decennio siano l’eliminazione della povertà, la realizzazione della parità di genere e fermare la diffusione dell’Hiv/Aids.

Circa un intervistato su dieci (12%) è in grado di dare una stima corretta del numero di persone nel mondo che vive con meno di 1 dollaro al giorno (ossia tra 500 milioni e 1 miliardo di persone).

Il commissario europeo allo sviluppo, Andris Piebalgs, ha commentato: «Mi rincuora molto constatare che i cittadini dell’Ue sostengono la solidarietà mondiale e ritengono che insieme possiamo veramente fare qualcosa per superare la povertà. Ci aspettano importanti sfide: assicurarci di realizzare gli obiettivi di sviluppo del millennio e relegare la povertà al passato. Per il futuro dobbiamo lavorare tutti insieme: la comunità mondiale deve concordare un’ambiziosa agenda comune per l’eliminazione della povertà e lo sviluppo sostenibile. L’indagine pubblicata ci consegna un messaggio chiaro: gli europei sono pronti a fare la loro parte in questo ambito».

Le Giornate europee dello sviluppo danno la parola a numerosi giovani ambasciatori di ogni parte dell’Unione europea e del mondo, che saranno invitati a rivolgere domande ai membri del panel.  Le Giornate europee dello sviluppo  riuniscono a Bruxelles i capi di Stato e di governo di alcuni Paesi africani, le istituzioni dell’Unione, i ministri dell’Ue, i rappresentanti dell’Onu, la società civile, il mondo accademico e il settore privato. Le discussioni si concentrano sugli obiettivi di sviluppo del millennio (Mdg) e sulla necessità di una solida posizione europea per affrontare la povertà mondiale e lo sviluppo sostenibile dopo il 2015. La Commissione europea sottolinea che «L’evento rappresenta un’opportunità unica per le parti interessate, per i donatori e per i soggetti principali impegnati in attività di sviluppo di unirsi allo scopo di contribuire alla visione dell’Ue per lo sviluppo per il periodo successivo al 2015».