Ambientalisti contro nuova Commissione Ue di Junker: «Un grave passo indietro»

[12 settembre 2014]

I presidenti e i direttori delle associazioni che formano la coalizione Green 10 – Climate Action Network (Can) Europe; CEE Bankwatch Network; European Environmental Bureau (Eeb); Friends of the Earth Europe; Greenpeace European Unit; Health & Environment Alliance; Naturefriends International; The European Federation for Transport and Environment (T&E); Wwf European Policy Office)  hanno scritto una lettera al nuovo presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker, nella quale esprimono «Gravi preoccupazioni sulla direzione che l’Ue sta prendendo» con l’annuncio della nuova squadra di governo democrististana-liberale-socialdemocratica

Secondo le 10 associazioni e coalizioni ambientaliste, attive in tutti 28 gli Stati membri e che rappresentano 20 milioni di cittadini europei, «La struttura della nuova Commissione, le lettere di missione e la scelta dei Commissari rivelano tutte un grave declassamento dell’ambiente e  una marcia indietro degli impegni dell’Ue per lo sviluppo sostenibile, l’efficienza delle risorse, la qualità dell’aria, la protezione della biodiversità e l’azione per il clima. Ciò rappresenterebbe un tradimento degli interessi dei cittadini dell’Unione europea, la stragrande maggioranza dei quali si sentono fortemente legati all’ambiente. L’Eurobarometro speciale 416 dell’8 settembre 2014, dimostra che, nonostante la crisi economica, il 95% dei 28.000 cittadini intervistati ha affermato che la tutela dell’ambiente è importante per loro personalmente e che si dovrebbe attuare».

Green 10 invita Junker a non ridurre le ambizioni «Proprio in una delle poche aree sulle quali c’è un ampio consenso sull’utilità dell’azione dell’Ue. E, ala fine  si distruggerebbe la posizione dell’Europa nel mondo come un pioniere e campione nell’affrontare la crisi ecologica globale e il passaggio a una green economy».

Gli ambientalisti fanno una lunga lista delle preoccupazioni che suscita la nuova Commissione europea: «Il passaggio da un Commissario con responsabilità dedicate all’ambiente alla richiesta di avere questa area politica condivisa con altri dossier, rappresenta una chiara retrocessione delle questioni ambientali nell’ordine delle priorità politiche. Ciò è rafforzato dalla mancanza virtuale di ogni riferimento all’ambiente nelle responsabilità dei vicepresidenti. Il mandato del commissario per l’ambiente, affari marittimi e pesca (il laburista maltese Kermenu Vella, ndr) sembra tutto incentrato sulla deregolamentazione, chiedendo una revisione di tutte le principali iniziative in corso. Non menziona la necessità di realizzare eventuali obiettivi dell’Ue, tanto meno di prendere nuove iniziative; L’inclusione nel mandato di ordinanze da prendere in considerazione per modificare la legislazione sulla protezione Ue Natura, anticipando i risultati del controllo di idoneità in corso, suggerisce una decisione di alto livello per indebolire la tutela della biodiversità nell’Ue. Ciò è tanto più preoccupante in quanto il portafoglio ambiente è stato dato a un commissario il cui governo è sottoposto ad intense critiche internazionali per la mancata attuazione della legislazione Ue sulla conservazione degli uccelli, che il Commissario sarà ora in grado di modificare».

Alla coalizione ambientalista europea non piace nemmeno la  fusione dei portafogli Ue  clima ed energia e dice che dando a questo Commissario (il popolare spagnolo Miguel Arias Cañete, ndr) l’incarico di un Vice Presidente per l’energia dell’Unione «Potrebbe implicare che Azione per il clima è considerata subordinata alle considerazioni di mercato dell’energia». Inoltre «La scelta di un Commissario al clima e all’energia con collegamenti ben noti per l’industria dei combustibili fossili solleva questioni di conflitto di interessi».

Critiche durissime anche per la decisione di spostare la responsabilità per le relazioni con European Chemicals Agency, il cui compito è quello di proteggere i cittadini europei dai prodotti chimici nocivi, dalla Direzione generale ambiente alla Direzione generale Imprese perché, «Mostra una tendenza chiara verso le priorità degli interessi business rispetto alla protezione della salute umana e dell’ambiente ed è uno schiappo in faccia agli obiettivi del regolamento REACH».

Green 10 scrive al presidente entrante della Commissione Ue, «Il fatto che lo sviluppo sostenibile, l’efficienza delle risorse e l’economia verde non siano affatto coperti a livello di vicepresidente, implica una Commissione che sarà operativa sulla base del paradigma obsoleto della crescita economica, che avvantaggia le industrie ed i posti di lavoro del passato su quelli del futuro e distaccata dai vincoli e limiti del mondo reale.  La promessa di non autorizzare qualsiasi iniziativa legislativa che non sia in linea con le vostre priorità, in combinazione con la virtuale assenza di eventuali priorità ambientali, suggerisce uno spegnimento de-facto della politica ambientale dell’Ue. Crediamo che queste preoccupazioni debbano essere affrontate se il Parlamento europeo deve approvare questa Commissione e, soprattutto, se il compito di questa Commissione è quello di rispondere alle esigenze e alle aspettative dei cittadini europei, delle generazioni presenti e future».

Si confermano così le perplessità avanzate subito da greenreport.it e quanto detto a caldo da Jeremy Wates, segretario generale di Eeb, la grossa coalizione ambientalista della quale fa parte anche l’italiana Legambiente. Secondo Wates  « Invece di mettere la sostenibilità al centro della sua nuova squadra, Juncker ha deciso di relegarla ai margini e di demolire i posti dedicati ad un commissario per il clima e ad uno per l’ambiente, con la nomina di un primo vicepresidente alla deregolamentazione per mettere il filtro della competitività su tutte le iniziative. E’ fondamentale che con la fusione dei portafogli di clima ed energia e del’ l’ambiente e gli affari marittimi e pesca, non vada persa nessuna risorsa per agire sul cambiamento climatico e la sostenibilità ambientale».

Ma Wates fa notare che «Nella nuova struttura, responsabilità cruciali, che attualmente risiedono nel  dipartimento Ambiente saranno spostate ad altre parti della Commissione» e non c’è solo il REACH, perche «Questo fa seguito a modifiche apportate alla Commissione dal Presidente Barroso, che aveva già portato via d al dipartimento Ambiente la responsabilità per gli OGM e i pesticidi».

Ma per la Eeb, rispetto alla contrazione della componente ambientale nella nuova Commissione Ue, sono ancora più inquietanti le istruzioni impartite dal Juncker al suo gruppo di governo: «Il Commissario all’ambiente entrante è stato invitato a rivedere le proposte legislative urgenti recentemente avviate, come i pacchetti aria ed economia circolare,  alla luce dell’”occupazione e della crescita”, ed a  mettere in discussione l’efficacia di due pezzi eccezionali della legislazione ambientale, le direttive Uccelli e Habitat, una richiesta di vecchia data del settore privato ostile all’ambiente».