Anci e Confservizi Cispel contrari alla service tax. Lettera ai parlamentari toscani e alla Regione

[20 agosto 2013]

Sono ormai settimane che l’espressione “service tax” desta più di una preoccupazione tra amministrazioni comunali e gestori di servizi pubblici. L’ipotesi, avanzata dal ministro Saccomanni, prevede infatti l’introduzione di una tassa che accoglierebbe al suo interno anche quella relativa ai rifiuti, ma che di fatto andrebbe a coprire i costi di altri servizi comunali, come l’illuminazione pubblica e la manutenzione.

Anci e Confservizi Cispel, attraverso una lettera inviata al Presidente della Regione Toscana e ai parlamentari toscani a firma congiunta  Alessandro Cosimi – presidente di Anci Toscana e Alfredo De Girolamo – presidente Confservizi Cispel Toscana, hanno esposto le proprie perplessità sulle scelte che si stanno per compiere.

«Due anni di “ipotesi” di ritorno alla tassa hanno già prodotto danni fra incertezze, conguagli, rischio reale di perdita di posti di lavoro (circa 3/400 nella sola Toscana) e contenziosi», si legge nel documento. «Tornare alla tassa sarebbe un passo indietro del sistema e, come ha più volte affermato il Ministro dell’Ambiente Orlando sarebbe una misura contro le indicazioni europee e contro efficaci politiche ambientali. È quindi necessario che il Governo si chiarisca e consenta agli enti locali di continuare a far applicare i corrispettivi agli utenti da parte del gestore, passando gradualmente alla tariffa puntuale».

Perplessità e preoccupazioni causate da una generale assenza di chiarezza nell’applicazione delle normative vigenti, che secondo i due esponenti di Anci e Cispel hanno portato all’emersione di sentenze che «hanno reso pacifico che il servizio ha natura tributaria e non tariffaria, rinviando l’applicazione della nuova Tares», un consistente passo indietro rispetto all’introduzione tariffa parametrica, basata sul meccanismo introdotto dal diritto comunitario del “chi inquina paga”, vanificando di conseguenza anche le efficaci esperienze di tariffa puntuale abbinata al diffondersi dei sistemi di raccolta porta a porta già sperimentate in passato.

Il documento segnala poi come impropria la pratica di considerare l’attività di gestione dei rifiuti urbani come un servizio indivisibile che conseguentemente «non può essere finanziato con una tassa finalizzata alla copertura di servizi indivisibili, cioè non imputabili al singolo utente, quali l’illuminazione pubblica, la manutenzione stradale o altro»

L’attenzione viene infine rivolta sull’importanza di proseguire l’esperienza della tariffa, estendendola a tutti i comuni e risolvendo i problemi applicativi emersi: «La riscossione del corrispettivo dall’utente da parte del gestore promuove l’industrializzazione del settore, l’autonomia e responsabilità finanziaria dei gestori, superando la logica della finanza derivata, che costringerebbe i gestori a dipendere dai pagamenti delle pubbliche amministrazioni, una parte delle quali versa in stato di predissesto e tutti, in ogni caso, in grandi sofferenze finanziarie. Si avvia così a compimento un primo pezzo significativo di semplificazione, a cui si arriva attraverso il coordinamento tra i diversi enti interessati, prospettiva che deve guidare secondo Anci Toscana anche l’intero percorso di revisione della legge 1 sul governo del territorio.»