Arriva il Google dei dati: si chiama ODINet e parla italiano

Informazioni trasparenti, accessibili e rapide per pubblica amministrazione imprese e cittadini

[26 marzo 2015]

Un anziano che cerca un posto convenzionato in una RSA potrà  confrontare in modo rapido le diverse disponibilità e convenzioni con le RSA in zona, un  imprenditore o un Comune potranno  conoscere l’esatta composizione demografica degli abitanti in una certa zona, per poter offrire servizi mirati  o investire, sono questi ed altri gli  utilizzi dell’Online Data Integration Network (ODINet), un innovativo  “motore di ricerca” per l’accesso e la diffusione on line di dati strutturati ed eterogenei. Il progetto, cofinanziato dalla Regione Toscana attraverso fondi POR CReO 2007-2013,  è stato presentato in un  workshop nell’aula magna del CNR di Pisa. I suoi ideatori –  Sistemi Territoriali, Rete Sviluppo, Istituto di Fisiologia Clinica del CNR di Pisa, CQR se SIMURG Ricerche – spiegano che si tratta di  «Una sorta di Google dei dati, che si basa su nuove metodologie di catalogazione, di ricerca semantica e visualizzazione di dati sul web. Nell’era del “Big Bang” dei dati, in cui pubblica amministrazione e imprese riversano in rete quantità enormi e sempre crescenti di informazioni, ODINet rappresenta uno strumento che riesce a individuarle mettendole a disposizione dell’utente in modo trasparente e accessibile. ODINet consente non solo di individuare i dati in modo rapido e tematico ma, una volta conosciuti, di poterli riusare per scopi diversi, non ultimo quello di rendere trasparente la PA ai cittadini e monitorare e confrontare opere e servizi da essa forniti. Le principali ricadute positive del progetto riguarderanno la Pubblica Amministrazione, gli enti produttori di dati, i cittadini, le aziende e la comunità scientifica».

ODINet è un motore di ricerca unico nell’ambito degli open data che “pesca” informazioni da banche dati pubbliche già esistenti, come ’Istat, ma anche fonti settoriali e altri dati via via resi “aperti”, e dagli stessi portali della pubblica amministrazione nazionale per «restituire all’utente,  in modo organico e pertinente alla parola chiave ricercata, informazioni e dati disponibili sul tema e ad esso correlati».

Il tutto funzione grazie ad una base “ontologica” di dati riguardanti gli ambiti sociale, economico e sanitario  e che, secondo i realizzatori «Consente di ottenere, per esempio inserendo la parola chiave “anziani”, non solo dati demografici, ma anche dati economici relativi ai tassi pensionistici, alla aspettativa di vita nelle diverse zone geografiche, alle strutture a loro riservate etc. I dati vengono forniti sotto forma di una rappresentazione infografica ed una a grafo navigabili per fonte, periodo e posizione geografica. Non solo. Gli ambiti di sviluppo relativi ai settori sociale, sanitario ed economico consentono a ODINet di favorire l’integrazione della maggior parte dei dati degli Enti Pubblici nel contesto nazionale».

La piattaforma tecnologica di ODINet è stata sviluppata da Sistemi Territoriali, la mappatura ontologica degli ambiti sociale, economico e sanitario è stata sviluppata rispettivamente da Simurg, ReteSviluppo, Istituto di Fisiologia Clinica e CQR, con la consulenza della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.

ODINet fa alcuni esempi concreti del perché è utile avere accesso diretto agli open data: «Secondo Orwell “controllare i dati significa controllare il presente. E controllare il presente significa controllare il futuro”. Prendiamo il caso di un imprenditore (o di un Comune): avere accesso alla popolazione residente in una certa zona, suddivisa per età, genere, etc, consentirebbe di mirare meglio il tipo di investimento o servizio da offrire nella zona stessa. Oppure un paziente: poter accedere al numero e agli esiti delle prestazioni di diversi istituti sanitari, permetterebbe un confronto e una scelta sulle cure e i protocolli di maggior successo. L’aumento dei dati open nel prossimo futuro farebbe lievitare usi e potenzialità di una piattaforma di questo tipo.  ODINet è un progetto di ricerca: adesso occorre dargli gambe per renderlo un vero e proprio “prodotto” disponibile sul mercato.  Da più parti già – enti pubblici e amministrazioni – si è mostrato interesse verso questa piattaforma. La sua applicabilità diventa tanto più necessaria quanto più nel prossimo futuro, seguendo le direttive europee, i danti pubblicati on line cresceranno in misura esponenziale».