Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa lettera di Giampaolo Bisio: a novembre ha cambiato sede alla sua bottega per ridurre i costi e continuare a confezionare camicie come facevano i nonni 100 anni fa

Artigianato, una storia di “resistenza” alle crisi, all’indifferenza e alle alluvioni

La storica camiceria Antinea di Genova, quarta generazione di artigiani appena colpita dalla seconda alluvione in tre anni

[24 novembre 2014]

Mi chiamo Giampaolo Bisio ed ho recentemente deciso, per evitare la chiusura,  di fare un ulteriore sforzo e di trasferire la mia bottega artigiana da Piazza Verdi a piazza Colombo, convinto del fatto che si possa ancora vivere di un lavoro manifatturiero che, per produrre, non ha bisogno di software ed elettronica.

L’artigianato è il comparto più colpito dalla recessione di questi anni, lo stato italiano continua ad essere indifferente, a trattare gli artigiani come figure a metà tra commercianti ed industriali senza capire che si tratta di persone che detengono un sapere antico, tramandato di generazione in generazione, che spesso si identifica con l’italianità e con profondi valori culturali e sociali. Questo  bagaglio culturale rischia oggi di scomparire per sempre.

Io e la mia famiglia tuttavia non ci rassegniamo neppure all’appiattimento del gusto e alla tendenza all’omologazione, e procediamo con atteggiamento costruttivo, convinti che si possa ancora formare le persone a valutare la qualità di un prodotto.

Caparbi nel non far sparire nel nulla 100 anni di esperienza e passione, cerchiamo  di portare avanti una tradizione  centenaria.

Speriamo che la notizia del nostro atteggiamento coraggioso e propositivo, possa essere diffusa come un esempio per esortare gli artigiani a resistere e continuare, ma anche pretesto per un estremo grido d’allarme contro l’indifferenza nei confronti dell’intero comparto artigiano ligure.