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Asiu, Cinque Stelle: «La politica utilizza i tecnici come se fossero scudi umani»

[24 luglio 2015]

Il recente avvicendamento guidato dal PD alla ruota del timone del barcollante vascello ASIU,che vede un tecnico di esperienza lasciare il posto ad un altro tecnico almeno di pari grado, è come lo schizzo di inchiostro nero che i polpi rilasciano dietro di sé per coprire la loro fuga, quando si sentono predati. Esso è il tentativo, da parte della parte politica dominante il territorio, di oscurare alla vista degli osservatori la sua specifica responsabilità, consistita e consistente nell’indicare al timoniere la rotta che porta dritto agli scogli.

Questa responsabilità, del resto, è stato lo stesso PD a certificarla candidamente in una nota dello scorso 7 febbraio 2015 dove, parlando della questione ASIU, diceva testualmente “…crediamo che prima spetti ai sindaci (cioè 99 per cento PD, N.d.R), e solo successivamente al gruppo dirigente dell’azienda,delineare le prospettive etc..”.

Si dà il caso che in una azienda, soprattutto in una azienda creata per confrontarsi con il mercato e per produrre profitti, le cose non funzionano così. In una azienda siffatta il gruppo dirigente riceve un mandato a termine, dopo che l’azionariato ha approvato le sue strategie e condiviso gli obiettivi, dopodiché osserva e lascia in pace lo stesso gruppo dirigente fino al termine del suo mandato, e solo allora decide il da farsi.

In ASIU, così come e purtroppo in molte altre aziende partecipate dal pubblico, avviene il contrario. Ovvero la politica utilizza i tecnici come se fossero scudi umani, da mettere al rogo non appena le convenienze politiche, qualunque esse siano e che sono spesso estranee alle regole del mercato, lo suggeriscono, e oltre a questo si arroga il diritto, inesistente, di mettere i bastoni fra le ruote degli amministratori quando gli pare e piace.

È un comportamento che sembra mutuato dall’ipocrito “modus operandi” della vecchia DC, della quale il PD è in parte legittimo erede, la quale DC riteneva che tutto dovesse cambiare per non cambiare mai nulla e che, comunque, il tempo avrebbe cancellato, nella memoria dei cittadini, le tracce dei suoi misfatti. È un comportamento che sembra anche mutuato dal vecchio PCI, del quale anche il PD è in parte legittimo erede, il quale PCI riteneva che nulla potesse essere fatto, pensato o deciso senza l’avallo della politica. È un comportamento, infine, che mai potrà dare i frutti sperati, apparendo schizofrenico e dunque disorientante per qualsiasi investitore con la testa sulle spalle.

A conferma del tutto, è solo grazie alla notizia resa pubblica dal sindaco di Suvereto Parodi che sappiamo che le nuove nomine del CdA di ASIU siano state decise nelle segrete stanze fin dallo scorso 9 luglio. Non è escluso nemmeno, né sorprenderebbe se accadesse, che alla fine della fiera SEI Toscana ritirasse le sue carte e si alzasse dal tavolo, essendo questo senza regole chiare e rispettose di quelle del libero mercato.

di Meetup 5 Stelle S.Vincenzo-Sassetta e Meetup 5 Stelle Suvereto