Oxfam: «Muore un bimbo ogni 90 minuti».

Attacco a Gaza: distrutto un centro per l’infanzia della cooperazione italiana

[22 luglio 2014]

L’ong italiana Vento di Terra ha comunicato che il 20 luglio l’esercito israeliano ha distrutto il centro per l’infanzia “La Terra dei Bambini”, costruito dalla cooperazione italiana nel villaggio beduino di Um al Nasser, nella Striscia di Gaza.

Massimo Annibale Rossi, presidente di Vento di Terra, spiega che «La fanteria e i blindati israeliani hanno occupato il villaggio di Um Al Nasser nella notte del 17 luglio, obbligando l’intera comunità a lasciare le case. Una lunga fila di civili, in prevalenza a piedi, si è diretta sotto un intenso bombardamento verso il campo profughi di Jabalia. Sono ora ospitati principalmente nelle scuole dell’Unrwa: mancano medicinali, cibo, generi di prima necessità e acqua potabile».

L’asilo raso al suolo dai soldati israeliani è lo stesso visitato lo scorso 17 gennaio dalla Presidente della Camera Laura Boldrini e Rossi sottolinea che «Il centro per l’infanzia ospitava un asilo con 130 bambini e un ambulatorio pediatrico. Oltre al Centro per l’infanzia, che rappresentava un modello di eccellenza in termini di architettura bio climatica e di metodologia educativa, è stata demolita la nuova mensa comunitaria, inaugurata solo due mesi fa, che forniva pasti ai bambini e alle famiglie povere del villaggio».

Vento di Terra gestisce il progetto fin dal suo avvio nel 2011 e assicura che la struttura non è mai stata utilizzata per scopi militari e che non è mai avvenuto alcun contatto tra lo staff e le milizie armate islamiste. «La “Terra dei bambini” rappresentava un’oasi a difesa dei diritti dell’infanzia, che l’esercito israeliano, messo al corrente di tutte le fasi del progetto, ha deciso senza alcuna giustificazione di demolire – dice Rossi -Un’esperienza unica, in un panorama caratterizzato da decenni di conflitto, occupazione e devastazione è stata messa cinicamente a tacere».

Per questo l’Ong italiana chiede «Al Ministero degli Esteri Italiano e alla Unione Europea, alla Conferenza Episcopale Italiana, principali finanziatori del progetto, di realizzare gli opportuni passi verso il Governo Israeliano perché renda conto di un’azione gravissima che coinvolge, oltre la comunità locale, direttamente il Ministero stesso, l’Unione Europea e la Cooperazione Italiana, che il progetto hanno finanziato e sostenuto in questi anni».

Secondo Oxfam, «Da giovedì sera, quando è iniziata l’offensiva terrestre israeliana a Gaza, è rimasto ucciso un bambino ogni 90 minuti, circa un quarto delle vittime tra i civili palestinesi. Si stima inoltre che siano 72mila i minori che, avendo perso la casa o un familiare sotto i bombardamenti, hanno bisogno di assistenza psicologica. Sono 900mila le persone senz’acqua, mentre il numero degli sfollati ha toccato quota 100mila».

Intanto, secondo quanto riferisce il network iraniano PressTV, dall’inizio dell’offensiva terra-aria, due settimane fa, contro la Striscia assediata «I  combattenti della resistenza palestinese hanno ucciso più di 40 soldati israeliani». Ieri le brigate Al-Qassam, l’ala militare di Hamas, hanno dichiarato di aver eliminato almeno 15 soldati israeliani  negli scontri verificatisi ad est di Gaza».

Ma il  bilancio dell’invasione di Gaza per i palestinesi è pesantissimo: più di 500 morti (ma altre fonti dicono 600), almeno 100 dei quali bambini,  3.600 feriti, più di 100.000 persone sfollate.

Un’altra Ong, Terre des Hommes, chiede con urgenza al Governo italiano di «Moltiplicare gli sforzi per far sì che il diritto umanitario sia rispettato nell’operazione “Protective Edge”». Donatella Vergari, segretaria generale di Terre des Hommes, spiega: «Chiediamo che vengano immediatamente fermate le operazioni militari che colpiscono strutture sanitarie, scolastiche e residenze civili a Gaza e di mettere in grado medici e infermieri di prestare soccorso ai feriti».

Terre des Hommes  evidenzia gli immensi i bisogni del sistema sanitario, che è stato bersaglio di numerosi attacchi,. Il 20 luglio sono state colpite e distrutte, un operatore sanitario è morto a causa di una bomba lanciata nei dintorni di Shajaeya mentre stava assistendo dei feriti. Da quando sono partiti gli attacchi sono stati colpiti 5 ospedali, compresa una clinica sanitaria che forniva assistenza a disabili, nel cui crollo sono morte 2 donne disabili.

La Palestinian Medical Relief Society , un’organizzazione sanitaria che opera a Gaza e partner locali di Terre des Hommes, ha lanciato un appello alla Croce Rossa Internazionale perché con il suo emblema protegga le strutture mediche e gli operatori sanitari di Gaza. Nei giorni scorsi Terre des Hommes, assieme alle altre Ong  che operano a Gaza, ha organizzato una raccolta fondi per rifornire le cliniche di farmaci salvavita e materiali medicali indispensabili.  La Vergari conclude:«Dato l’incremento esponenziale dei feriti e il peggioramento delle condizioni degli ospedali abbiamo deciso di proseguire la raccolta fondi per le enormi necessità della popolazione che non ha la possibilità di fuggire dalla Striscia. Auspichiamo che, anche grazie all’intermediazione italiana si riesca ad arrivare rapidamente a un cessate il fuoco e al ritiro delle truppe israeliane dalla Striscia di Gaza».

Alla iniziativa partecipano tutte le ONG Italiane presenti in Palestina. Tuttavia, per motivi logistici, viene utilizzato il conto di Terre des Hommes Italia come canale per la raccolta.

Ecco come contribuire:

Via Banca: Monte dei Paschi di Siena Ag.57 Milano IBAN: IT53Z0103001650000001030344

Via Posta: c/c postale 321208

Causale: Medicine Gaza