Auguri a greenreport: il giornale cambia pelle, si rilancia

La redazione ha costituito una cooperativa completamente autonoma per rilevare il quotidiano online e tutte le attività collegate

[12 gennaio 2018]

Nel gennaio del 2006 nasceva in Italia quello che era – ed è ancora – il primo quotidiano online per un’economia ecologica: greenreport.it. Una scommessa allora visionaria che nel corso di 12 anni di lavoro ha raccolto molti frutti, a occhio e croce più degli schiaffi che pur non son mancati, come spesso capita in ogni percorso di crescita. Un percorso che sboccia oggi in una nuova realtà.

I redattori e lavoratori della testata si sono uniti in una cooperativa, la “Greenreport soc. coop.”, per portare avanti sin da oggi e in piena autonomia l’attività redazionale con tutti i servizi ad essa collegati. A 12 anni si è abbastanza grandi per iniziare ad esplorare il mondo in prima persona, e abbiamo scelto di uscire dal porto dov’eravamo finora ormeggiati. Di fronte a noi si estende il mare in tempesta dell’informazione italiana, ma anche la necessità sempre più pressante di elaborare un nuovo modo di vivere la contemporaneità, diretti verso lo sviluppo sostenibile e l’economia circolare.

Ci imbarchiamo in questo viaggio per offrire al meglio il nostro contributo, forti di un giornale multimediale in tutti i sensi: con un think tank composto dai migliori esperti di sostenibilità in Italia, con una newsletter settimanale che conta oltre 7mila iscritti, con più di 9mila follower su Twitter e 21mila fan su Facebook, dove oltre ai contenuti del quotidiano presentiamo anche altre informazioni, curiosità e, perché no, un po’ di umorismo e satira che non fa mai male.

Riteniamo che greenreport, che è sempre stato in Italia il quotidiano per un’economia ecologica, in questo contesto abbia molto da poter offrire; a darci conferma – o smentita – saranno come sempre i nostri lettori e le nostre aziende partner, una comunità vivace e in crescita che non finiremo mai abbastanza di ringraziare per il supporto quotidiano offerto al nostro lavoro.

La Redazione