Aumento della tassazione alle fondazioni bancarie: a rischio le attività delle associazioni

[12 novembre 2014]

Le associazioni, comprese quelle ambientaliste, sono molto preoccupate  per un articolo della legge di stabilità che prevede di aumentare del 20% le tasse sui dividendi delle Fondazioni, riducendo, a catena ed in modo drastico, le disponibilità delle erogazioni delle Fondazioni alle associazioni. Le fondazioni bancarie sono uno dei canali attraverso cui molte Ong attingono a finanziamenti per realizzare i loro progetti. Fondazione con il Sud ha lanciato un  appello ad aderire ad una iniziativa contro il taglio per poter fare lobby nei confronti del governo.

La campagna parte da una lettera inviata a Fondazione con il Sud da Vincenzo Linarello, presidente del Gruppo Cooperativo Goel  che opera in un territorio difficile come la Locride e, con mille difficoltà, promuove percorsi di inclusione sociale, di occupazione e di sviluppo locale.

Fondazione con il Sud evidenzia che «Tempo fa, dopo il quinto attentato mafioso in sei mesi, esprimendo tutta la nostra solidarietà abbiamo sottolineato in un messaggio come queste realtà – e per fortuna ce ne sono tantissime al Sud – devono essere sostenute con più forza e convinzione.  Una considerazione valida per tutte quelle associazioni, cooperative, organizzazioni di volontariato che sono impegnate nel contrasto alla dispersione scolastica, nell’offerta di servizi alla prima infanzia, nella valorizzazione del patrimonio culturale, ambientale, in progetti per riutilizzare i beni confiscati alle mafie, in iniziative per favorire l’integrazione delle persone svantaggiate e, in generale, a costruire passo dopo passo un welfare di comunità e un futuro migliore per il Sud».

Ecco la lettera/appello del presidente del Gruppo Cooperativo Goel:

stiamo seguendo la vicenda riguardante l’aumento della tassazione alle fondazioni bancarie che – tra l’altro – sostengono anche la Fondazione Con il Sud, con la conseguente drastica riduzione delle risorse destinate al terzo settore e al volontariato.

Crediamo che vada valutato con grande attenzione l’impatto di un provvedimento di questo tipo. Siamo in un momento storico in cui è chiaro a tutti che le risorse destinate al welfare socio-assistenziale sono drasticamente e strutturalmente in riduzione, malgrado azioni e provvedimenti “una-tantum” che possono momentaneamente dare l’impressione di un’inversione di tendenza. E’ altrettanto evidente a tutti che, prescindendo da banali luoghi comuni ancora in circolazione, è il Meridione a pagarne le conseguenze più disastrose.

Il nostro gruppo di imprese sociali è impegnato da anni nella Locride e in Calabria a fianco delle persone più svantaggiate, opponendosi concretamente alla ‘ndrangheta e ai poteri deviati, nel faticoso tentativo di dimostrare che la più promettente via allo sviluppo è quella che concilia etica e innovazione.

In Calabria sono state decimate in questi anni le risorse destinate alle attività sociali nel territorio. Così come, chi volesse cimentarsi con la promozione di iniziative imprenditoriali etiche e innovative o di iniziative di inclusione lavorativa di persone svantaggiate, deve confrontarsi con logiche di accesso alle risorse spesso clientelari o – nel migliore dei casi – così farraginose da essere praticamente non fruibili. Parallelamente, le cooperative sociali – come si sa – hanno molte più difficoltà delle imprese profit nel reperire capitali di investimento.

Le Fondazioni, in tutto questo, hanno rappresentato per noi e per altri, in questi anni, una importante risposta a questi problematiche. Tante iniziative, che continuano a produrre ricadute importanti nei territori, non sarebbero nemmeno nate senza il loro apporto.

E’ per questa ragione che siamo preoccupati. Depotenziare l’apporto – sempre più necessario – delle Fondazioni, senza dare nel contempo risposte alternative, serie e affidabili, rischia di avere pesanti ricadute, in particolare al Sud.

Vincenzo Linarello