Biocarburanti, il Parlamento europeo sostiene la transizione verso quelli più avanzati

Entro il 2020 nell’Ue il 6% dei biocarburanti da colture alimentari (era il 10%) e il 2,5% da alghe e rifiuti

[12 settembre 2013]

Con l’approvazione degli emendamenti al progetto di legge che è stato approvato con 356 voti a favore, 327 contrari e 14 astensioni, il Parlamento europeo ha adottato nuove regole per stabilire un tetto all’utilizzo di biocarburanti tradizionali e per un passaggio rapido a nuovi biocarburanti ricavati da fonti alternative, quali alghe e rifiuti.  In un comunicato l’Europarlamento sottolinea che «queste misure mirano a ridurre le emissioni di gas a effetto serra dovute al crescente utilizzo dei terreni agricoli per la produzione di colture di biocarburanti».

La relatrice, la liberaldemocratica francese Corinne Lepage, ha detto: «Accolgo con favore il voto del Parlamento per una corretta contabilizzazione delle emissioni di gas serra, compreso il cambiamento indiretto dell’utilizzo dei terreni come pure la protezione ragionevole dei biocarburanti di prima generazione. Si tratta di un segnale importante che sta a indicare che, a partire dal 2020, il sostegno dovrebbe essere incentrato sui biocarburanti avanzati. Prendere in considerazione l’utilizzo indiretto  dei terreni è importante per l’integrità della politica UE sul cambiamento climatico, Mi rammarico, tuttavia, che il Parlamento non abbia dato un mandato negoziale che avrebbe consentito di chiudere la procedura senza ulteriori ritardi, fornendo così all’industria certezza in materia d’investimenti». Infatti, per soli due voti, la Lepage non ha ottenuto un mandato per negoziare con gli Stati membri che cercheranno ora una posizione comune. Se questa sarà diversa dalla posizione in prima lettura adottata dal Parlamento, si andrà in seconda lettura.

Il parlamento europeo sembra aver accolto le raccomandazioni dello studio “Impacts of the EU biofuel policy on agricultural markets and land use” presentato alla vigilia del voto dal Joint Research Centre (Jrc) e ha evidenziato che «le emissioni di gas serra che derivano dal crescente utilizzo di terreni agricoli per la produzione di biocarburanti sono oggetto di studi sull’Indirect land use change (Iluc). Dati scientifici hanno dimostrato che l’aumento delle emissioni può cancellare alcuni dei benefici dei biocarburanti, quando è considerato l’intero ciclo di vita del prodotto, dalla produzione al consumo».

Il testo, se approvato in via definitiva, obbligherebbe gli Stati dell’Ue «a garantire che entro il 2020 il settore dei trasporti dovrà utilizzare energia derivante per il 10% da fonti rinnovabili», ma secondo gli eurodeputati «i biocarburanti di prima generazione (da colture alimentari) non devono superare il 6% del consumo finale di energia nel settore dei trasporti entro il 2020», mentre la legislazione Ue vigente si è data l’obiettivo del 10% entro il 2020. I biocarburanti avanzati, o di ultima generazione, «provenienti da alghe o alcuni tipi di rifiuti, dovrebbero rappresentare almeno il 2,5% del consumo di energia nel settore dei trasporti entro il 2020».