Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Al di là di brevetti e multinazionali…non si può parlare di ogm

[13 giugno 2014]

La senatrice Elena Cattaneo raccoglie l’appello di Franco Nulli e Deborah Piovan, chiedendo al Ministero delle Politiche Agricole e al Governo di aprire agli Ogm, per rilanciare l’agricoltura, l’economia e l’occupazione. Le motivazioni di questa apertura, però, appaiono discutibili per diversi motivi.

Secondo le informazioni della senatrice non esistono prove dei rischi derivanti dagli Ogm, mentre i vantaggi sono già accertati, soprattutto per quanto concerne la diminuzione dell’uso di erbicidi e pesticidi. Eppure, nei Paesi in cui gli Ogm sono stati introdotti le sostanze chimiche in agricoltura continuano a essere usate in modo massiccio e non esiste alcun segnale rispetto ad un miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni povere. La senatrice ricorda il parere positivo della Chiesa Cattolica rifacendosi alla posizione dell’arcivescovo di Milano Angelo Scola e dell’Accademia Pontificia, mentre dimentica le parole di Papa Francesco (nell’Instrumentum laboris, il documento che prepara il Sinodo Speciale per l’Africa della Chiesa Cattolica): la tecnica Ogm “rischia di rovinare i piccoli coltivatori e di sopprimere le loro semine tradizionali rendendoli dipendenti dalle società produttrici di Ogm”.

Inoltre, la senatrice Cattaneo fa la differenza tra una scienza “buona” (che è favorevole agli Ogm) e una scienza “falsata” (che critica gli Ogm), senza ricordare che le recenti modifiche della normativa sulla proprietà intellettuale rende le biotecnologie una miniera d’oro per gli scienziati. Sarebbe più significativo mettere a confronto una scienza che persegue un interesse pubblico e una scienza con interessi privati. La prima sarebbe fondata sull’ecologia, sulla tutela dell’ambiente, sul recupero della biodiversità (e, quindi, non potrebbe basarsi sulla ricerca di Ogm), la seconda cercherebbe i canali per aumentare gli utili dell’impresa (che potrebbe usare gli Ogm come una gallina dalle uova d’oro…).

La senatrice Cattaneo mette da parte il principio di precauzione affermando che gli Ogm equivalgono al progresso agricolo, ma dimentica di dire che in venti anni, da quando sono state introdotte le prime piante biotech, non ci sono state innovazioni di alcun tipo: gli unici tratti commercializzati sono quelli per la resistenza agli erbicidi (prodotti e venduti dalle stesse multinazionali biotech!!!!) e per la resistenza agli insetti.

La senatrice conclude la lettera con un appello alla politica, chiedendo di considerare gli Ogm “al di là di brevetti e multinazionali”.  Peccato, però, che non si possa parlare di Ogm a prescindere dagli interessi economici che su di essi ricadono: le piante biotech sono tutte brevettate e le multinazionali biotech sono diventate dei colossi che controllano una buona parte degli input produttivi agricoli a livello mondiale.

Se si chiudono gli occhi di fronte a questa realtà,  diventa impossibile tutelare gli agricoltori, garantire la salute dei consumatori e consegnare ai nostri figli un pianeta vivibile.

Guido Pollice, Presidente Nazionale di Vas Onlus

Simona Capogna, Vicepresidente Nazionale di Vas Onlus