Della Vedova: «Ogni giorno milioni di persone entrano in contatto con narcomafie»

Cannabis, pro-legalizzazione anche il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione

Raffaele Cantone, inizialmente contrario, ha spiegato che può «evitare ai ragazzi di entrare in contatto con ambienti della criminalità»

[18 agosto 2016]

anac cantone cannabis

Il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) Raffaele Cantone interviene ai microfoni di Radio Radicale prendendo posizione sulla proposta di legge per la legalizzazione della cannabis che tornerà alla Camera il prossimo settembre.

«Fino a poco tempo fa ero assolutamente contrario all’idea della legalizzazione – ha dichiarato Cantone – perché non mi convincevano gran parte degli argomenti, che servisse cioè per sconfiggere la criminalità organizzata o per evitare problemi di salute dei ragazzi. Adesso ho un po’ cambiato posizione. Credo soprattutto che una legalizzazione intelligente possa evitare il danno peggiore per i ragazzi, cioè entrare in contatto con ambienti della criminalità».

Togliere il mercato della cannabis al dominio del narcotraffico è uno degli obiettivi più importanti che il testo di legge sostenuto dall’intergruppo parlamentare Cannabis legale si prefigge di conseguire, obiettivi che incidentalmente potrebbe portare nelle esangui casse pubbliche introiti aggiuntivi per 5,5-8,5 miliardi di euro l’anno: già oggi in Italia è presente infatti un mercato (illegale) per circa 3 milioni di chilogrammi di cannabis, e 2,3 milioni di persone tra i 15 e i 64 anni che hanno dichiarato di averne fatto uso.

«Mi fa davvero piacere che una persona di grande competenza e autorevolezza come Raffaele Cantone abbia espresso il suo parere favorevole ad una “legalizzazione intelligente” della cannabis – ha commentato Benedetto Della Vedova, sottosegretario agli Esteri e promotore del ddl che sarà esaminato in Parlamento –  Il nostro obiettivo, come intergruppo Cannabis legale, è proprio quello di arrivare a legalizzare la cannabis nel modo migliore possibile, valutando in modo pragmatico e non ideologica tutti gli aspetti della questione e facendo tesoro delle esperienze in corso, in particolare negli Stati Uniti, un tempo la patria della lotta alla droga – anche alla cannabis – senza se e senza ma.

Condivido l’obiettivo indicato da Cantone sulla necessità di svincolare un consumo di massa dal mercato criminale: ogni giorno in ogni città d’Italia milioni di persone entrano in contatto con le narcomafie e trasferiscono soldi leciti alle organizzazioni criminali. Questo è uno dei più clamorosi fallimenti del proibizionismo».