Proposta la riforma del Fondo di solidarietà dell’Unione europea

Catastrofi naturali in Europa, l’Ue si fa avanti per aiutare di più i paesi colpiti

All’Italia in dieci anni assegnati 1 miliardo e 246,6 milioni di euro

[25 luglio 2013]

Johannes Hahn, commissario europeo alla Politica regionale, ha presentato oggi una proposta di riforma del Fondo di solidarietà dell’Unione europea (Fsue) ed ha detto che «I piani adottati dalla Commissione europea in data odierna miglioreranno la capacità di risposta del Fondo e ne semplificheranno l’utilizzo, grazie alla definizione di criteri più chiari rispetto ai suoi beneficiari. Dobbiamo dare prova di maggiore prontezza nell’aiutare i Paesi nelle attività per la ricostruzione e la ripresa dopo una catastrofe. La proposta della Commissione europea è una chiara espressione di solidarietà nei confronti delle regioni o dei paesi europei nei momenti di maggior necessità. I cambiamenti concordati renderanno il Fondo di solidarietà più rapido, più chiaro e più facile da utilizzare. Esso incoraggerà inoltre i paesi a intensificare innanzitutto l’impegno nel prevenire e nel gestire le catastrofi. Vorrei ora invitare il Parlamento europeo e gli Stati membri ad approvare tali piani per procedere rapidamente all’istituzione di un Fondo di solidarietà più efficiente ed efficace».

Il Fsue è stato istituito per sostenere gli Stati membri ed i Paesi candidati all’adesione, offrendo sostegno finanziario a seguito di gravi catastrofi naturali. Il Fondo è stato creato dopo le gravi inondazioni che hanno colpito l’Europa centrale nell’estate del 2002. In linea di principio gli interventi del Fondo sono circoscritti al finanziamento delle operazioni di emergenza condotte dalle autorità pubbliche. I danni subiti dai privati e le perdite di reddito non rientrano nella copertura del Fondo. Il 6 ottobre 2011 la Commissione ha pubblicato una comunicazione sul futuro del Fondo di solidarietà.

Da quando è stato istituito, il Fondo di solidarietà è intervenuto in 52 eventi catastrofici verificatisi in Europa  come terremoti, incendi boschivi, siccità, tempeste e alluvioni. I Paesi che hanno beneficiato del fondo sono 23, per un importo di oltre 3,2 miliardi di euro.

In Italia il Fsue è intervenuto nel 2002 per il terremoto del Molise (30,8 milioni di euro)  e per l’eruzione dell’Etna (16,8 milioni); nel 2009 per il terremoto in Abruzzo (493,8 milioni); nel 2010 per le alluvioni in Veneto (16,9 milioni); nel 2001 per le alluvioni in Liguria e Toscana (18,1 milioni); nel 2012 per il terremoto in Emilia Romagna (670,2 milioni). In tutto il Fsue ha fino ad ora assegnato al nostro Paese 1 miliardo e 246,6 milioni di euro.

Se le proposte avanzate oggi dalla Commissione europea verranno approvate dal Parlamento europeo e dagli Stati membri, «I Paesi e le regioni colpiti da catastrofi possono attendersi miglioramenti significativi delle modalità di intervento del Fondo di solidarietà», assicura la Commissione Ue che evidenzia: «La nuova proposta legislativa semplifica la normativa vigente di modo che gli aiuti possano essere erogati più rapidamente di quanto non avvenga ora. I piani introducono inoltre per la prima volta la possibilità di erogare anticipi e precisano con maggior chiarezza i criteri di ammissibilità per beneficiari e spese, in particolare in caso di catastrofi regionali. La riforma incoraggia peraltro gli Stati membri ad accordare priorità alle strategie di prevenzione delle catastrofi e di gestione dei rischi. I principi del Fondo restano invariati, così come le sue fonti di finanziamento, che non sono attinte al normale bilancio dell’Ue».

Ecco le proposte di riforme fondamentali del Fondo di solidarietà Ue:

Precisazione dell’ambito di intervento del Fondo di solidarietà, che sarà circoscritto alle catastrofi naturali ed esteso ai fenomeni di siccità; Definizione di norme più chiare in materia di ammissibilità per le catastrofi regionali, con l’introduzione di un’unica soglia di danno per gli aiuti, pari all’1,5% del prodotto interno lordo regionale; Introduzione per la prima volta della possibilità di erogare anticipi: il 10% del contributo previsto entro un massimale di 30 milioni di euro; Procedure amministrative più brevi mediante la fusione delle due fasi di concessione ed attuazione degli aiuti in un unico accordo; Introduzione di provvedimenti volti ad incoraggiare le strategie di prevenzione del rischio di catastrofi: obblighi in materia di relazioni ed eventuali condizioni per la concessione degli aiuti.