Charlie Hebdo, la grande manifestazione di Parigi «In piazza come cittadino ed umanista»

Rachid Benzie su LIberation: «Possiamo vivere insieme, il nostro territorio comune è la nostra umanità»

[11 gennaio 2015]

Mentre da Amburgo, in Germania, arriva la notizia di un incendio doloso nella sede dell’Hamburger Morgenpost, un giornale che aveva pubblicato delle caricature di Charlie Hebdo, la Francia oggi, dalle 15,00,  vivrà la grande “marche républicaine” alla quale è prevista la partecipazione di centinaia di migliaia di persone e di una cinquantina di Paesi di tutto il mondo, compresi Angela Merkel, David Cameron e Matteo Renzi, passando per l’israeliano Benjamin Netanyahu ed il palestinese Mahmoud Abbas, ma anche il premier turco Ahmet Davutoglu che, insieme al presidente Recep Tayyip, Erdoğan, solo qualche settimana fa ha fatto una retata di giornalisti “scomodi” e chiuso qualche giornale “nemico”.  Per non parlare di altri rappresentanti di Paesi –extra-europei ma anche europei – dove la libertà di stampa è un sogno e dove un giornale “blasfemo” ed irriverente verso il potere come Charlie Hebdo non potrebbe mai uscire.

La marcia repubblicana di Parigi riunisce tutti i partiti francesi ad esclusione dei neofascisti del Front National, alleati al Parlamento Europeo con la Lega Nord che, giustamente, hanno detto di non avere niente a che fare con  gli anarco-trotskisti, libertari-libertini, atei assassinati dai jihadisti a  Charlie Hebdo, perché lo spirito di Charlie Hebdo è «degradante per la moralità pubblica», come ha detto in un conato di brutale verità il vecchio fascista e torturatore colonialista  Jean-Marie Le Pen. Almeno il Front National  ha risparmiato ai francesi l’ipocrisia di Salvini e degli esponenti di Fratelli d’Italia come La Russa e la Meloni che chiedono la guerra e si infiltrano in manifestazioni per la pace e la tolleranza..

Il miglior  commento a questa giornata di una Francia che, dopo giorni di delirio, sangue e paura  conferma l’eredità dell’illuminismo e della rivoluzione – Unité, Égalité, Fraternité –  ci sembra lo abbia scritto su Liberation l’intellettuale musulmano ed islamologo Rachid Benzie. Ecco cosa dice:

«Non manifesterò per dire “l’islam è la pace”, o cose del genere. Scenderò in strada come cittadino ed umanista. Un Paese è come un corpo. In queste prove, abbiamo bisogno, al di là delle nostre divergenze, di ritrovarci insieme. In appena qualche giorno, la Francia ha conosciuto dei grandi drammi che mettono alla luce dei punti di rottura in seno alla società.

Dall’affaire delle caricature di Maometto, si è create una polarizzazione intorno alla questione della libertà di espressione e dell’Islam. Con il fatto della Porte de Vincennes, ritorna la questione dell’antisemitismo. In questi ultimi si è molto associato giovani musulmani ed antisemiti. In questi ultimi giorni, questi due elementi si sono incontrati in maniera tragica. La società francese è su una polveriera.  Manifestando, dimostreremo che malgrado le difficoltà – non bisogna essere ingenui –  abbiamo ancora voglia di vivere insieme. Il nostro territorio comune, sul quale ci basiamo, è la nostra umanità».