Parte a Roma il progetto Chiesa Ecologica

Chiesa e ambiente, quanto è sostenibile il mondo cattolico? Al via la ricerca interuniversitaria

Cesab: «Un'attività di ricerca mai realizzata in Italia e nel mondo»

[28 giugno 2013]

E’ partito da Roma il progetto di ricerca interuniversitaria Chiesa Ecologica, per la tutela, l’adeguamento ambientale e l’efficientamento energetico del patrimonio immobiliare ecclesiastico e per capire quanto sono “ecologicamente sostenibili” le parrocchie italiane. Il progetto è realizzato da Centro di ricerche in scienze ambientali e biotecnologie (Cesab), Ateneo pontificio Regina Apostolorum di Roma e Corso di laurea in scienze delle comunicazioni dell’università Lumsa.

Gi organizzatori spiegano che «Lo studio, che è sostenuto dalla Pastorale universitaria del Vicariato di Roma, è stato presentato nella sede di Russia ecumenica a Roma e prevede per la prima volta una analisi dell’approccio ai temi dell’ecologia, umana e naturale, e, in generale, della sostenibilità ambientale, da parte dei parroci e del mondo cattolico che ruota attorno alle parrocchie italiane». Per questo è stato costituito  l’Osservatorio comunicazione energia e innovazione (l’Oceis), in collaborazione tra il Cesab e Lumsa, che sarà allargato alla Facoltà di bioetica dell’Ateneo Regina Apostolorum.

Ercole Amato, presidente del Cesab, ha evidenziato che si tratta di  «Un’attività di ricerca che a questo livello non è stata mai realizzata in Italia e nel mondo.  Ma è fondamentale per comprendere bene quale sia il livello di diffusione tra le comunità parrocchiali dei concetti relativi alla salvaguardia del creato e all’ecologia umana, secondo gli insegnamenti della dottrina sociale della Chiesa, stimolando i parroci ad applicare tali concetti nel concreto attivando processi virtuosi nella gestione dei beni ecclesiastici. Non ci concentreremo solo sulle parrocchie ma anche sui centri della sanità religiosa, sulle scuole cattoliche, sulle case per ferie e sui centri di aggregazione. Chiederemo ai parroci quale attenzione ripongono alle tematiche ambientali durante il loro apostolato, e quale approccio abbiano le comunità parrocchiali rispetto all’ambiente e all’ecologia. Siamo convinti che questa fase di studio – sia comunicativo sia pratico, svolta direttamente nella struttura ecclesiastica – fornirà una fotografia molto chiara sul rapporto tra Chiesa e ambiente».

L’iniziativa è patrocinata da Tegma e Metaenergia, e nei prossimi giorni i primi gruppi di ricercatori della Lumsa e di Steadfast Foundation intervisteranno i parroci romani ma la prospettiva è quella di allargare l’iniziativa anche in altre diocesi italiane.

Monsignor Lorenzo Leuzzi, responsabile dell’ufficio per la Pastorale universitaria del Vicariato di Roma, ha ricordato che «Papa Francesco, nel giorno di San Giuseppe ha fatto una riflessione sull’ambiente e ha ricordato la responsabilità dell’uomo di custodire il Creato.  La questione ecologica, con l’enciclica Caritas in Veritate, deve essere ripensata e deve rientrare in una capacità progettuale. Anche la crisi impone ai cattolici, e più in generale agli uomini di buona volontà, di ripensarla. Infatti bisogna fare una riflessione sull’ecologia con riferimento ad una nuova fase basata sul rapporto tra ecologia e sociale. Siamo entrati, infatti, in un periodo più complesso, ora, per il rapporto tra teologia e società. E qui c’è anche la questione ecologica. Una prospettiva globale non può non comprendere ciò che riguarda il Creato. La presenza di università e centri accademici, come in questo progetto, può sempre più riportare la questione ecologica in una prospettiva antropologica. Papa Benedetto XVI parla di ecologia umana. L’uomo ha la responsabilità di custodire il Creato e di essere interlocutore con Dio per essere protagonista della Storia. Su questa duplice convergenza giostra il futuro di una nuova ecologia. Si deve guardare alla questione ecologica che non è un aspetto marginale».

Secondo Donatella Pacelli, presidente del Corso di laurea triennale in Scienze delle comunicazioni della Lumsa, «Il progetto è molto ambizioso e innovativo. Il progetto si avvale di sensibilità diverse. Il tema dell’ambiente è trasversale e collegato al territorio. Ma non può fermarsi al territorio stesso. E’ un tema locale, europeo e mondiale. Abbiamo pensato a uno strumento metodologico adeguato, sensibile e coerente con lo studio. Non è un questionario da lasciare ai parroci, ma abbiamo scelto una forma più dialogica e rispettosa, cioè quella di una intervista con un questionario che cercherà di raccogliere opinioni, testimonianze, preoccupazioni. E’ un lavoro che ci racconterà il “già e il non ancora” e come si intende costruire su questo tema la sinergia con la comunità e il territorio».

Anche per padre Pedro Barrajon Lc, rettore dell’Ateneo pontificio Regina Apostolorum, «Questo progetto si inserisce molto bene all’inizio di questo Pontificato, di un Papa che ha voluto il nome di San Francesco, patrono dell’ecologia. Nel suo nome c’è quindi il rispetto dell’ambiente. L’interesse della Chiesa per l’ecologia viene da lontano, sin dalla Genesi, quando Dio diede all’uomo il compito di “coltivare” il creato. L’Ateneo entra in questo progetto grazie alla Facoltà di Bioetica e al suo Decano, Padre Gonzalo Miranda Lc. E’ un progetto non solo di ecologia culturale ma anche legato al rispetto degli edifici di preghiera e di arte. Conservare questo grande patrimonio è un bene per l’ambiente umano. Una iniziativa di questo genere è per il bene della società e della Chiesa».

Padre Gonzalo Miranda, decano della Facoltà di bioetica dell’Ateneo pontificio Regina Apostolorum, conclude: «Il ruolo della bioetica e della Facoltà è di analizzare quali elementi dell’ecologia e della prospettiva ambientale hanno relazioni a livello etico. Bisogna impostare il comportamento umano verso il bene con azioni virtuose: noi analizzeremo il lavoro per verificare quanto gli aspetti etici siano rilevanti. La custodia dell’ambiente è la responsabilità dell’uomo».