Competitività, Hahn: «Le regioni europee puntino sull’innovazione»

[8 novembre 2013]

Intervenendo oggi a Bruxelles alla conferenza “Regions as motors of new growth through smart specialisation”, il commissario Ue alla politica regionale, Johannes Hahn, ha posto l’attenzione sul miglioramento della competitività delle regioni attraverso investimenti dell’Ue ed una pianificazione mirata. Ma Hahn ha anche sollecitato le regioni ad identificare i loro principali asset e a concentrarci le risorse per accrescere il loro vantaggio competitivo.

Secondo il commissario Hahn, «Le regioni europee hanno urgente bisogno di progredire sulla scala dell’innovazione. L’identificazione, la valorizzazione e lo sfruttamento dei punti di forza regionali sono necessari per pervenire a investimenti più intelligenti e mirati, a valore aggiunto accresciuto e con un maggiore impatto. Questo ci permetterà di fare di più con meno risorse e di attivare il potenziale innovativo di ogni regione europea. Sia nel settore privato che all’interno della comunità della ricerca e dell’innovazione si dovrebbero sviluppare strategie di specializzazione intelligente. Soltanto allora saremo in grado di soddisfare le esigenze dell’economia reale, delle imprese e delle persone che la fanno marciare. Le attuali strategie, come quella imperniata sulla crescita blu nelle Canarie, la strategia per l’innovazione nella sanità condotta nelle Fiandre o la modernizzazione dell’industria calzaturiera italiana nella regione Marche sono esempi efficaci di regioni che prendono contatto con i diversi stakeholder al fine di perseguire obiettivi comuni di crescita e innovazione».

La conferenza è organizzata dalla direzione generale “Politica regionale e urbana” della Commissione europea e dalla regione delle Fiandre e fa il punto sulla diffusione delle strategie di “specializzazione intelligente” nei Paesi e nelle regioni europei, considerate un elemento centrale della nuova politica di coesione dell’Ue ed una condizione indispensabile per utilizzare gli investimenti del Fondo europeo di sviluppo regionale. Le strategie di specializzazione intelligente puntano ad aiutare le regioni a valorizzare appieno le loro potenzialità di innovazione concentrando le risorse su un numero limitato di priorità di crescita intelligente che presentano vantaggi competitivi. L’obbligo di sviluppare una strategia di specializzazione intelligente è stato annunciato nel 2010 all’interno dell’iniziativa faro “Unione dell’innovazione”, che fa capo all’agenda per la crescita di Europa 2020. La Commissione Ue ha costituito nel 2011 una piattaforma per la specializzazione intelligente per aiutare gli Stati membri e le regioni a sviluppare la loro strategia di specializzazione intelligente (RIS3). Della piattaforma fanno attualmente parte 140 regioni (aderiscono tutte le Regioni italiane) di 13 Stati membri.

Gli aspetti chiave di una strategia di specializzazione intelligente sono: E’ elaborata attraverso un processo di “scoperta imprenditoriale” che coinvolge attivamente, in modo strutturato, le imprese, il mondo della ricerca, quello dell’istruzione, la comunità dell’innovazione e i pertinenti attori pubblici; Fa leva sui finanziamenti pubblici a livello unionale, nazionale, regionale e locale e sugli investimenti del settore privato; Consente a tutte le regioni di posizionarsi nell’economia della conoscenza globale; E’ aperta all’esterno e incoraggia l’internazionalizzazione; Crea sinergie tra le diverse politiche e i diversi strumenti di finanziamento, ad esempio Orizzonte 2020

Kris Peeters, ministro-presidente del governo delle Fiandre, ha sottolineato che «Con la cooperazione e l’uso intelligente dei nostri asset complementari dobbiamo massimizzare le nostre potenzialità di crescita industriale. Questa ambizione dovrebbe essere condivisa dai decisori politici di tutte le regioni intenzionate a mantenere e rafforzare la loro base industriale. Questo è il motivo per cui credo fermamente nel grande valore aggiunto della “Vanguard Initiative for growth by smart specialization” che è stata avviata oggi da 10  regioni industriali europee di punta. Con questa iniziativa ribadiamo il fatto che le regioni devono partecipare anch’esse alla definizione e al rafforzamento della politica europea».

La conferenza di Bruxelles arriva in un momento cruciale, quando le proposte sulla nuova politica di coesione 2014-2020 sono nella fase finale. «L’elemento chiave della nuova politica riformata è l’introduzione di condizioni che vanno soddisfatte prima di poter spendere i finanziamenti – spiega la Commissione Ue – . Una di queste è lo sviluppo di una “strategia di specializzazione intelligente” chiara e ben concepita nel campo della ricerca e dell’innovazione. Tale principio dovrebbe ispirare il modo in cui vengono usati gli investimenti nei prossimi sette anni ed assicurare che sul terreno si definiscano obiettivi chiari».

La Commissione ribadisce inoltre «La complementarità dei finanziamenti a valere sulla politica di coesione e dei finanziamenti unionali per la ricerca ai fini di promuovere l’innovazione nelle regioni. Il nuovo programma di ricerca e innovazione, Orizzonte 2020, supporterà i gemellaggi tra istituzioni emergenti e avanzate, la costituzione di gruppi comuni per realizzare centri d’eccellenza, gli scambi di personale e di consulenze peritali nonché di assistenza, oltre a nuove cattedre “Era” per attirare scienziati d’eccellenza».