Conferenza Marie Curie, e la ricerca europea passa per Firenze

[25 novembre 2013]

Un Paese che non investe in ricerca di base e applicata, non può innovare processi e prodotti, non può competere a livello qualitativo con gli altri Paesi all’avanguardia, non può mantenere i migliori “cervelli” sul proprio territorio, condannandosi così a un lento ma inesorabile declino.

Considerato che l’Italia investe in ricerca solo l’1,26% del Prodotto interno lordo pare che il suo destino in tal senso sia ormai segnato, ma la rassegnazione non è una prospettiva valida: sono dunque da evidenziare i segnali di maggiore attenzione al settore R&S, a partire tra l’altro partire proprio dalla Toscana.

A conferma l’iniziativa di Regione e Commissione europea che vedrà protagonista Firenze. Per due giorni, infatti, il capoluogo toscano diverrà  la capitale dei ricercatori europei. Il Palaffari (Piazza Adua) ospiterà, il 26 e il 27 novembre, la “Conferenza Europea Marie Curie”, un evento di grande impatto (sono attesi circa 400 ricercatori dai vari Paesi d’Europa) che si inserisce in una fase molto delicata per la ricerca europea, il lancio del nuovo programma (“Orizzonte 2020”). «Ne siamo molto orgogliosi sia per l’importanza della conferenza Marie Curie e sia perché si tratta di un riconoscimento al sistema toscano della ricerca, un sistema che esprime diverse eccellenze italiane ed europee» ha dichiarato  Stella Targetti, vicepresidente della Regione Toscana e assessore anche per i rapporti con il mondo della ricerca scientifica. Questo incontro viene tenuto a cadenza annuale in un Paese diverso del “Vecchio continente”.

Quest’anno la scelta è toccata all’Italia puntando sulla Toscana. Circa 200 fra i ricercatori iscritti alla conferenza di Firenze sono beneficiari delle borse di studio intitolate alla scienziata polacca Nobel per la fisica e per la chimica. Oltre alla conferenza vera e propria  (presentazioni, dibattiti, attività di networking con ricadute su centri, università, industrie) il programma prevede come iniziative parallele,  visite ai laboratori e ai centri di ricerca presenti in Toscana.

«Per la Regione Toscana è una bella occasione per valorizzare il proprio sistema non solo ampliandone la visibilità ma anche, in continuità con uno specifico evento tenuto a Bruxelles a fine maggio, coinvolgendo fattivamente nella definizione dei programmi le Università e i Centri di ricerca toscani», ha concluso Targetti. Scopo principale dell’iniziativa è fornire un forum ai ricercatori che favorisca uno scambio di esperienze sul loro lavoro e sugli sviluppi della ricerca scientifica. Previsti anche scambi di punti di vista con personalità della politica, della ricerca e dell’industria.