Confessioni di un (ex) creazionista della Terra Giovane

Basandosi sulla Bibbia, alcuni credono che la Terra non abbia più di 6.000 anni

[29 maggio 2014]

Mark Strauss su Io9 scrive che «il creazionismo “Young-Earth” non è solo una forma di fede, ma anche un insieme di credenze che tentano di ridefinire la ricerca scientifica». David MacMillan, un ex blogger creazionista pentito, ha scritto dunque un vademecum (Understanding creationism: An insider’s guide by a former young-Earth creationist) per svelare queste credenze ed evidenziare come si possono mettere in iscussione le idee creazioniste.

A Strauss il blog “Panda’s Thumb”, sul quale scrive MacMillan, piace molto perché presenta una serie di spiegazioni su questa visione del mondo e della natura che  guarda alla scienza attraverso la mentalità young-creationist.  MacMillan, che è uno scrittore tecnico ed ha una laurea in fisica all’università del North Alabama, dice che durante la sua passata vita di attivista creazionista “Young-Earth” cioè i creazionisti che, basandosi sulla Bibbia, credono che la Terra sia giovane e non abbia più di 6.000 anni: «Non ho mai sentito altri creazionisti descrivere con precisione ciò che è  la teoria evolutiva o come dovrebbe funzionare. Né io l’ho capito. I creazionisti sembrano spesso avere  familiarità con un sacco di terminologia scientifica, ma la loro comprensione è piena di pesante disinformazione. Quindi, in tutti i circoli creazionisti  vengono creduti ed insegnati una serie di equivoci, rendendo quasi impossibile approfondire davvero una prova reale». I v creazionisti hanno però messo insieme molte liste complete di indicazioni con confutazioni esaustive dell’evoluzione, come l’archivio TalkOrigins, ma MacMillan non cerca nemmeno s di confutarle e punta al bersaglio grosso cercando di spiegare il motivo per cui le rivendicazioni creazioniste persistono di fronte a inconfutabili prove contrarie, anche quando si è di fronte a persone istruite.

Infatti MacMillan spiega dall’interno il creazionismo: «Capiamo la teoria dell’evoluzione, sia una serie di conclusioni tratte da oltre un secolo di ricerche, previsioni e scoperte. Questa teoria ci permette di capire i meccanismi della biologia e fare ulteriori previsioni sul tipo di evidenze che scoprirà in futuro. Il suo potere predittivo è di vitale importanza per il successo in applicazioni reali come la medicina, l’ingegneria genetica e l’agricoltura. Tuttavia, i creazionisti non la vedono allo stesso modo. I creazionisti classificano artificialmente la medicina, la ricerca genetica e l’agricoltura come “scienza operativa”, e credono che queste discipline funzionino in modo diverso rispetto alla ricerca nella biologia evoluzionistica. Concepiscono la teoria dell’evoluzione, insieme alla geologia mainstream ed ad  una varietà di altre discipline, come un costrutto filosofico creato con il preciso scopo di spiegare la vita sulla Terra, oltre l’intervento divino. Così, si avvicinano al concetto di evoluzione da una posizione difensiva; credono che rappresenti un attacco a tutte le fedi religiose».

MacMillan sottolinea che «Questa posizione difensiva si riflette in quasi tutta la letteratura creazionista, anche nelle varietà meno evidenti come il creazionismo del disegno intelligente. Detta le risposte. Quando i creazionisti vedono un particolare argomento o una spiegazione riguardane l’evoluzione, la loro reazione iniziale è di chiedere, “Come funziona questo attacco alla verità di Dio come Creatore? Quali presupposti filosofici stanno dettando queste credenze? Come posso sfidare questi presupposti di base e, quindi, dimostrare  la verità? ” Riconoscere questa come base per gli argomenti creazionisti è uno strumento utile per comprendere il motivo per il quale vengono proposti questi argomenti altrimenti sconcertanti».

Ripensando al suo recente passato creazionista MacMillan rivela: «In realtà, ci rendiamo conto che, sebbene intorno evoluzione possono essere costruite varie implicazioni filosofiche, non è guidata da una filosofia atea. Il principio fondamentale sottostante alla teoria dell’evoluzione è lo stesso del principio fondamentale che sta dietro tutta la scienza: che le ipotesi possono essere provate …. Ma i creazionisti invece insistono sul fatto che l’evoluzione nasce da  assiomi esplicitamente atei…»

MacMillan spiega il meccanismo mentale e politico/religioso che sta dietro il Creazionismo “Young-Earth“: «I creazionisti accettano alcuni aspetti di variazione, adattamento e speciazione, ma limitano lare artificialmente il meccanismo di adattamento per produrre una barriera immaginaria tra “microevoluzione” e “macroevoluzione” (…)  Concettualizzano l’ adattamento evolutivo come una serie di singole modifiche, manca l’intero meccanismo fornito  dalla popolazione nel suo insieme (…) Fanno l’incredibile affermazione che non esistono fossili di transizione, semplicemente ridefinendo la “transizione” in qualcosa che non potrebbe esistere (….)  I creazionisti cercano di riscrivere gli ultimi due secoli di progresso scientifico, al fine di evitare di affrontare le molteplici linee di evidenza, affermando tutti indipendentemente la comune discendenza ed il tempo profondo (…). Hanno grossi malintesi riguardanti la microbiologia ed il DNA  (…) al culmine di tutto questo, assegnano mancanze etiche e morali alla scienza evolutiva per fare in modo che  l’evoluzione sembri pericolosa e anti-religiosa».

Un meccanismo che sembra mutuato dalla politica o più probabilmente che la politica ha mutuato dalla religione per poi restituirglielo – un meccanismo anche questo fortemente umano e quindi “evolutivo”, che vediamo al lavoro nelle diverse manifestazioni del pensiero anti-scientifico in Italia, negli Usa e  nel resto del mondo.