Cooperazione sostenibile: OASIS di pace in Galilea

[6 maggio 2014]

Sindyanna of Galilee, partner israeliano di COSPE, lancia un appello urgente per salvare un oliveto biologico del Commercio Equo israeliano-palestinese, coltivato grazie al progetto OASIS. La coltivazione è messa a rischio dalla società elettrica israeliana che ha intenzione di installare dei cavi elettrici ad alta tensione all’interno dell’oliveto, in un tratto lungo oltre 70 metri; in tal modo i cavi distruggerebbero il progetto di una piantagione di oliva biologico, causando danni irreversibili a 450 ettari di terreno agricolo.

Ma i danni non si limiterebbero solo a quelli materiali:  OASIS è infatti  il primo progetto di produzione di olio di oliva biologico, ma oltre a ciò, il valore aggiunto del progetto è di offrire ad agricoltori israeliani ebrei e alla minoranza palestinese la possibilità di lavorare insieme. Un progetto che porta risultati concreti di reddito per i piccoli produttori agricoli e che assume un alto valore simbolico di dialogo e di pace.

Ai tempi dell’avviamento del progetto, il terreno su cui sono stati piantati gli alberi è stato concesso dall’ Esercito Israeliano con un accordo. Essendo vicino ad ha un campo militare, l’esercito aveva tenuto per anni tutti i terreni improduttivi per diversi chilometri intorno al campo.                                                                              Oggi esiste un piano di passaggio di cavi dell’alta tensione, che sarebbero posti proprio nel terreno del progetto, con impatti negativi su un terzo degli alberi e in generale sui requisiti di qualità della produzione biologica, per via delle radiazioni.

Per questo Sindyanna of Galilee ha chiesto di spostare il passaggio di qualche metro, in un terreno attiguo incolto, ma il Ministero della Difesa si oppone, volendo mantenere i cavi elettrici distanti dal campo militare. Il parere del Ministero degli Interni, responsabile della decisione finale, non è ancora arrivato, per cui c’è ancora tempo per promuovere la petizione on-line e farla condividerla sui social media, anche per diffondere a livello internazionale la notizia e l’appello.

 

Firmate la petizione on-line http://www.ipetitions.com/petition/save-oasis

e seguite gli aggiornamenti sulla pagina facebook Sindyanna of Galilee

Cospe