Il progetto europeo spiegato da chi ne ha fatto parte

Corpus, ovvero i broker della conoscenza per la sostenibilità dei consumi

La strada tracciata dall’Ue passa da un link tra ricerca e azione pubblica

[18 ottobre 2013]

Negli ultimi anni, il consumo sostenibile ha ricevuto sempre più attenzione non solo a livello europeo ma anche internazionale, come dimostrato rispettivamente, dall’iniziativa prioritaria per un’Europa efficiente sotto il profilo delle risorse (avviata nell’ambito della strategia Europa 2020), e dalla recente affermazione di questo tema sotto il nuovo accordo sullo sviluppo sostenibile firmato a Rio nel giugno 2012, conosciuto come “Il futuro che vogliamo”.

Le modalità con cui produciamo e consumiamo, specialmente nei paesi ricchi, sono senza dubbio insostenibili, e sono causa e motore degli effetti negativi sull’ambiente. Noi europei dovremmo cambiare i nostri pattern di consumo e orientarci verso stili di vita sostenibili, come ad esempio: privilegiare una dieta vegetariana o quantomeno ridurre il consumo di carne, preferire la bicicletta e i mezzi pubblici all’automobile, o ancora ridurre lo spreco di elettricità nelle nostre case, fare la raccolta differenziata e al contempo, sostenere l’impiego sostenibile delle risorse preferendo acquisti verdi e cercare di diminuire i nostri rifiuti in generale. In molti casi è anche vero che adottare questi stili di vita più “sostenibili” richiede molte energie da parte nostra come ad esempio cambiare abitudini ormai sedimentate, mancanza di tempo e di conoscenza. Inoltre, molti ostacoli e barriere precostituite si pongono sul nostro cammino: siamo inseriti in sistemi economici basati sulla crescita continua dei consumi materiali, viviamo con infrastrutture che rendono difficile fare anche piccoli cambiamenti o ‘subiamo’ campagne pubblicitarie ubiquitarie che ci fanno credere di avere l’assoluta necessità di decine di prodotti in realtà inutili per essere felici.

Nell’ambito della ricerca europea sul consumo sostenibile, il progetto CORPUS, finanziato dal Settimo Programma Quadro di Ricerca Europeo, si è occupato di migliorare e aumentare la connettività tra il mondo della ricerca e il mondo dell’elaborazione ed esecuzione delle politiche da parte dei diversi livelli decisionali dell’azione pubblica. La sfida di accrescere e migliorare il peso dell’evidenza scientifica e l’impatto della ricerca nella pratica amministrativa e decisionale (e quindi politica), per essere vinta, ha bisogno che la conoscenza venga trasferita e facilitata tra le così diverse sfere della ricerca scientifica e della elaborazione delle politiche. Ancor di più è vero nel caso delle nuove sfide della sostenibilità in generale e delle politiche sul consumo nonché sulla produzione sostenibili, dove la cooperazione tra scienza e politica si rivela essere necessaria.

Per questi motivi, CORPUS ha esplorato, nei passati tre anni della sua durata (2010-2012), nuove tipologie e strade verso il miglioramento dell’uso dell’evidenza scientifica, facendosi ricercatore e portatore di un tipo di “brokeraggio della conoscenza” che sia basato su approcci che devono essere allo stesso tempo partecipativi, attivanti e modulari. In questi tre anni i partner europei che formavano il consorzio di ricerca hanno provato e testato con successo queste innovative pratiche negli ambiti del consumo sostenibile di cibo, della mobilità e dell’abitativo sostenibili.

Il progetto ha rivelato che nell’area del consumo sostenibile, ricercatori e decisori/amministratori sono allo stesso tempo connessi ma anche separati, sono abituati allo scambio di conoscenza tra le due sfere di competenza ma fondamentalmente, operano e provengono da ambienti professionali molto diversi. Per questo motivo, un reale ed efficace scambio di conoscenza non potrebbe avvenire se non con un attivo “brokeraggio della conoscenza” che aiuti a superare queste barriere presenti tra i due mondi.

Affinché questo ‘brokeraggio’ abbia successo, sia che avvenga tramite eventi, workshops e seminari o attraverso risorse online, il progetto CORPUS raccomanda che esso venga elaborato usando tre principi fondamentali: primo, con un approccio partecipatorio e partecipativo che assicuri un senso di possesso collettivo nei confronti degli argomenti e delle problematiche principali, che accresca l’impegno delle parti interessate e che faciliti l’attitudine a collaborare; in secondo luogo, tramite un approccio attivante e dinamico, nel quale le persone si sentano incoraggiate a scambiarsi e condividere le proprie conoscenze, esperienze e competenze con gli altri; e terzo, attraverso un approccio modulare che utilizzi diversi strumenti e formati a seconda dello scopo. In questo ambito, CORPUS ha distinto tre obiettivi fondamentali: a) traduzione delle informazioni in conoscenza attraverso la deliberazione attiva; b) creazione di ‘comprensione comune’ tramite il dialogo e la collaborazione; c) connessione degli esperti tra le comunità e le diverse sfere di competenza o ambiti professionali. Durante il progetto, diversi strumenti sono stati investigati e utilizzati con successo: mappe cognitive di gruppo, costruzione collaborativa di scenari, o sviluppo comune di agende di ricerca, per citarne alcuni.

Nell’ambito del consumo sostenibile e della sostenibilità più in generale, il progetto CORPUS ha dunque rivelato almeno tre benefici del brokeraggio della conoscenza. Primo, questo ‘brokeraggio’ incrementa e migliora l’uso dell’evidenza scientifica, riducendo di conseguenza le incertezze che si nascondono in qualsiasi decisione di tipo amministrativo/politica. In secondo luogo, il ‘brokeraggio’ rende l’evidenza scientifica più facilmente disponibile, e in tal modo, gli amministratori/decisori sono in grado di ridurre il tempo necessario nella preparazione e stesura delle politiche relative al consumo sostenibile. Terzo, ‘il brokeraggio’ supporta i ricercatori nel ‘confezionare’ meglio i risultati della loro ricerca scientifica e allo stesso tempo nel comunicare tali risultati in maniera più efficace ai propri target group.

Decine di ricercatori, amministratori, rappresentanti di ministeri di diverse nazioni europee, rappresentanti di organizzazioni della società civile e del mondo business hanno partecipato ai nove workshop europei “Policy Meets Research” organizzati dal progetto CORPUS, dove incontro, collaborazione e cooperazione hanno definito il successo di queste iniziative.  I dati finali del progetto ci dicono che più di 850 esperti in generale si sono iscritti al sito internet di CORPUS, consultato in media 1500 volte al mese, condividendo esperienze e competenze, e creando un dinamico network sul consumo sostenible. Ancora attivo alla pagina www.scp-knowledge.eu, il sito di CORPUS rappresenta un ottimo canale per chiunque volesse avere informazioni di tipo scientifico, conoscere iniziative diverse di ambito sia nazionale che europeo ed entrare in contatto con decine di esperti di diversa estrazione professionale ma tutti interessati e coinvolti nell’avanzamento del consumo sostenibile e della sostenibilità.

*Ricercatore all’Institute for Managing Sustainability – Universita’ di Economia e Business di Vienna (WU-Wien), ha fatto parte del progetto Corpus