Cultura: il governo cambia marcia. Grande Pompei, 500 giovani per la cultura e fondi per musei e musica

Soddisfatta Legambiente: «Investire sulla cultura significa rilanciare l'Italia»

[2 agosto 2013]

Il Consiglio dei ministri  ha approvato oggi  il decreto legge “Valore Cultura” che contiene disposizioni urgenti per la tutela, la valorizzazione e il rilancio dei beni e delle attività culturali e del turismo.

E’ molto soddisfatto il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza: «Con questo provvedimento del Ministro Bray arriva finalmente un segnale importante e un forte impegno a favore della cultura, che negli ultimi anni ha subito scriteriati tagli finanziari. Investire sui beni e le attività culturali, sulla bellezza e sul ricco patrimonio storico-artistico-culturale del nostro Paese significa prima di tutto rilanciare l’Italia e creare nuova occupazione, attraverso uno sviluppo economico solido e ambientalmente compatibile. Ma significa anche rafforzare la consapevolezza delle sfide lanciate dalla modernità e consolidare l’identità e il senso di appartenenza delle comunità e dei giovani al proprio territorio. Ci auguriamo, pertanto, che con questo provvedimento si apra una stagione di nuova governance dei beni culturali, che possa finalmente portare a un’inversione di tendenza in questo contesto. Una diversa politica per i beni culturali e ambientali e a favore delle attività culturali è al centro anche del Disegno di legge sulla bellezza elaborato da Legambiente, depositato in Parlamento, e che speriamo venga rapidamente discusso e approvato, affinché diventi uno strumento utile per favorire la rinascita dell’Italia. Il nostro Paese ha urgente bisogno di tutelare, valorizzare e rilanciare la sua bellezza, ma ha soprattutto bisogno di strumenti che favoriscano la nuova produzione di nuova bellezza. Cultura e  bellezza, le qualità che hanno storicamente caratterizzato il nostro Paese, devono tornare ad alimentare lo sviluppo dell’Italia».

Ecco come il governo riassume il contenuto del Decreto:

Un direttore generale per l’unità “Grande Pompei”. Con il decreto legge sidà il via libera a una unità con il compito di coordinare e di far convergere in un’unica sede decisionale tutte le decisioni amministrative necessarie alla realizzazione dei piani, dei progetti e degli interventi strumentali a consentire il rilancio economico-sociale e la riqualificazione ambientale e urbanistica dei territori dei comuni afferenti all’area, sede di importanti siti archeologici, in modo da potenziarne l’attrattività turistica dell’intera area e da stimolare il rilancio del settore dei servizi turistico-alberghieri e dell’accoglienza turistica. L’unità è costituita dal ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo, la Regione Campania e gli enti locali territorialmente competenti, nonché gli altri enti pubblici.

Il direttore generale del “Grande progetto Pompei”, nominato dal Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, entro trenta giorni dalla data di conversione in legge del presente decreto, e denominato “direttore generale di progetto”, ha il compito di: definire e approvare gli elaborati progettuali degli interventi di recupero e restauro propedeutici alla pronta attuazione del “grande progetto Pompei”; assicurare l’efficace svolgimento delle procedure di gara dirette all’affidamento dei lavori e all’appalto dei servizi e delle forniture necessari alla realizzazione del “grande progetto Pompei”, seguendo la fase di attuazione ed esecuzione dei relativi contratti; assicurare  la corretta ed efficace gestione del servizio di pubblica fruizione e di valorizzazione del sito archeologico, predisponendo la documentazione degli atti di gara e seguendo la fase di attuazione ed esecuzione dei relativi contratti; assumere la responsabilità dell’efficace gestione del sito, anche mediante l’ottimale gestione del personale addetto alla custodia e alla vigilanza; fornire supporto organizzativo e amministrativo alle attività di tutela e di valorizzazione di competenza della Soprintendenza. La Soprintendenza speciale di Pompei (organismo altro rispetto all’Unità) sarà separata da quella di Napoli dove nascerà una Soprintendenza archeologica.

I 500 giovani per la cultura. Per facilitare l’accesso e la fruizione del patrimonio culturale da parte del pubblico, il ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo attuerà un programma straordinario che si inserisce nel quadro delle indicazioni dell’agenda digitale europea. Per questo, saranno selezionati 500 laureati under 35 ai quali sarà data la possibilità di accedere a un tirocinio di 12 mesi nelle attività di inventariazione e digitalizzazione presso gli istituti e i luoghi della cultura statali. Il progetto pilota partirà nelle regioni Puglia, Campania, Calabria e Sicilia, con i primi 100 ragazzi.

Una nuova strategia di finanziamento per i musei. Il ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo avrà la possibilità di razionalizzare i fondi interni per gestire al meglio le aperture museali. Gli introiti della vendita dei biglietti e i proventi del merchandising relativi ai siti culturali, che erano stati ridotti fino all’attuale 10-15% , saranno riassegnati interamente al ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo. Per il completamento del progetto Nuovi Uffizi saranno stanziati 8 milioni di euro; per la realizzazione della sede del Museo della Shoah di Ferrara sarà previsto uno stanziamento di 4 milioni di euro. Per una serie di siti che necessitano di interventi urgenti saranno stanziati 2 milioni di euro. Alcuni spazi statali e demaniali saranno affidati alla gestione di artisti under 35, sulla base di bandi pubblici a rotazione semestrale. In questo modo, sull’esempio di «59 Rivoli» a Parigi, saranno creati spazi all’interno delle città in cui gli artisti potranno esprimersi creativamente e ricercare nuove forme di espressione.

Tax credit sul cinema e sulla musica. Per il tax credit per il cinema, come auspicato dagli operatori del settore, sarà garantita la cifra di 90 milioni di euro. Sarà introdotto un tax credit pari a 4,5 milioni di euro sulla musica, ispirato a quello sul cinema, per far fronte alla crisi del mercato musicale, promuovere giovani artisti e compositori emergenti. Ne beneficeranno opere prime e opere seconde, senza distinzioni di genere.

Fondi per il rilancio delle Fondazioni lirico-sinfoniche. La norma serve a risanare la situazione debitoria delle Fondazioni lirico-sinfoniche. È previsto un iter speciale a richiesta delle Fondazioni in stato di crisi che potranno accedere a un fondo di 75 milioni di euro, che sarà gestito da un commissario straordinario. Le Fondazioni, per accedere al fondo, dovrannopresentare entro 90 giorni un piano industriale di risanamentoridurre fino al 50% del personale tecnico amministrativointerrompere i contratti integrativiIl ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismoper salvaguardare i lavoratori, ha previsto la possibilità di trasferimento nelle varie sedi territoriali di Ales spa del personale tecnico amministrativo in esubero fino al 50%Cambia la governance: si stabilirà l’obbligo del pareggio di bilancio e l’applicazione delle norme del codice dei contratti pubbliciVerrà introdotto l’obbligo di cooperazione tra le fondazioni e di condivisione di programmi e spettacoli.

Teatri ed enti culturali salvi dai tagli. Gli enti culturali vigilati dal Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo e i Teatri stabili pubblici non dovranno più effettuare i tagli orizzontali sulle spese relative a pubblicità e tournée.

Donazioni più facili alla cultura. Le donazioni fino a 5mila euro in favore della cultura potranno essere effettuatesenza oneri amministrativi a carico del privatocon la garanzia della destinazione indicata dal donatore; con la piena pubblicità delle donazioni ricevute e del loro impiego.