Riceviamo e pubblichiamo

Dal mondo ambientalista e della cultura lettera aperta per le dimissioni del ministro Galletti

Adesioni in crescita. Tra i firmatari Stefano Rodotà, Salvatore Settis, Erri De Luca, Remo Bodei, Luciana Castellina

[10 agosto 2016]

gian luca galletti ministro dell'ambiente

Il Comitato etico-scientifico dell’associazione ambientalista Mountain Wilderness Italia, che conta tra i suoi componenti personaggi del calibro di Stefano Rodotà, Salvatore Settis, Erri De Luca, Paolo Maddalena, Remo Bodei, Duccio Canestrini, Sandro Lovari, ha inviato una clamorosa lettera aperta al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio dei Ministri, ai Capigruppo e alle Commissioni ambiente del Senato e della Camera, per sollevare il problema dell’inadeguatezza dell’attuale Ministro dell’Ambiente, on. Gian Luca Galletti, e per chiederne la sostituzione.

La lettera è stata sottoscritta anche da altri numerosi e autorevoli esponenti del mondo scientifico e della cultura, tra i quali Franco Pedrotti, Adriano La Regina, Paolo Matthias, Luciana Castellina, Tomaso Montanari, Roberto Gambino, Piero Craveri, ecc.

L’occasione è data da alcune recenti esternazioni del Ministro: a) in merito alla biodiversità italiana, vista come un mero patrimonio da sfruttare economicamente; b) in merito alla legge quadro sulle aree protette ( 394/91) che a suo avviso è oramai irrimediabilmente “invecchiata” e deve essere modificata per permettere alle imprese che operano nel settore green di svilupparsi a spese del territorio protetto; c) in merito al Parco Nazionale dello Stelvio che oramai, con la divisione in tre parti (Lombardia e Province di Trento e Bolzano) potrà essere assunto come modello della nuova visione, cara al Ministro.

Queste parole – sottolineano i firmatari – confermano l’estraneità del Ministro rispetto alla grande questione della conservazione della natura di cui egli non è in grado di cogliere né il valore ideale né i problemi concreti. Così non si rende conto che la rilevanza economica della biodiversità non risiede nel suo “sfruttamento”, ma negli eco-servizi che essa è in grado di offrire solo qualora venga pienamente tutelata; che la legge quadro non è una vecchia e inadeguata legge di conservazione, da rottamare, ma è una delle migliori leggi degli ultimi decenni, come dimostrano i risultati straordinari ottenuti sia sul piano dell’estensione della superficie protetta sia su quello delle nuove professionalità e delle nuove occasioni di lavoro; che le modifiche di tale legge attualmente in discussione in Parlamento (delle quali il Ministro si è sempre disinteressato) sollevano, senza risolverli, problemi delicatissimi e appaiono lontane da quella che dovrebbe essere l’autentica vocazione del Parchi Nazionali; che la crisi dei parchi ha le sue cause, oltre che nei gravi e crescenti limiti finanziari, in una interpretazione economicistica, burocratica e banalizzante del loro ruolo e nella incapacità delle istituzioni competenti, e innanzi tutto del Ministero dell’Ambiente, di dar vita a una vera e coraggiosa politica per riportare le aree protette al centro di una lungimirante progettazione dello sviluppo e della qualità della vita collettiva; che l’istituzione del nuovo Comitato nazionale per il Parco dello Stelvio non garantirà affatto l’unitarietà del Parco perché è composto da una schiacciante maggioranza di portatori di angusti e centrifughi interessi localistici.

La lettera fa poi riferimento alla Carta di Fontecchio – alla cui elaborazione e approvazione Mountain Wilderness ha contribuito in maniera determinante, a fianco di molte delle più importanti associazioni ambientaliste – la quale apre nuove prospettive sul futuro delle aree protette e sulla loro importanza strategica: veri e propri modelli di uno sviluppo effettivamente sostenibile, non interpretabili in senso esclusivamente economico e mercantilistico perché basati su un intreccio virtuoso tra partecipazione democratica, conoscenza scientifica dei problemi, rapporto profondo tra le persone e la natura.
Infine i firmatari chiedono: al Presidente della Repubblica e al Presidente del Consiglio dei Ministri di prendere in seria considerazione l’opportunità di restituire rilevanza centrale al Ministero dell’Ambiente e conseguentemente di nominare un nuovo Ministro in grado, per cultura, formazione e convinzioni profonde, di porsi come punto di riferimento nei confronti di quella parte della società civile in cui non si è ancora spenta la speranza di costruire la pace tra le attività umane e la natura; al Parlamento di sospendere l’attuale pericolosa e angusta corsa alle modifiche della legge quadro e di avviare un processo riformatore coraggioso e trasparente, di ampio respiro, che miri alla conservazione della natura in tutte le sue possibili articolazioni.

In allegato, il testo completo della lettera aperta

 

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