Dalle (cinque) stelle alle stalle: a Ragusa il dimissionamento dell’assessore all’Ambiente

Non convincono Legambiente le motivazioni addotte dal sindaco pentastellato Federico Piccitto

[18 aprile 2014]

Tutto ci si poteva aspettare tranne che un sindaco espressione di un movimento che si dichiara rivoluzionario riportasse la restaurazione nella delicatissima gestione ambientale del Comune di Ragusa; ma tant’è, la realtà supera sempre la fantasia, e l’impensabile è successo.

Due sono gli aspetti della vicenda, uno simbolico ed uno politico-gestionale, e forse il primo è addirittura più grave del secondo.

Cominciamo col simbolico. Colpirne uno per educarne cento, è un vecchio adagio che sembra perfetto per la vicenda in questione. Il messaggio è che questa città non deve cambiare in meglio, che è tutto inutile, che chi si impegna per migliorare l’ambiente e il sistema di legalità della nostra città è, per le buone un fesso idealista, per le cattive un pericoloso eversore dello status quo, di una gestione del potere che deve continuare immutabile, che non deve essere scalfita. Un messaggio pericolosissimo, che contribuisce ad acuire l’ormai dilagante disaffezione per la politica.

Per quanto riguarda nel concreto la questione ambientale, va evidenziato che iniziative quali ad esempio: il recupero e l’uso sociale di decine di tonnellate di prodotti alimentari commestibili ma che sarebbero finiti in discarica, l’apertura del CCR di Marina, la fine del regime di proroga infinita della gestione dei rifiuti, la distribuzione di compostiere lasciate a marcire da anni incellofanate, l’avvio di un programma di teleriscaldamento unico nel Sud Italia sono, per la prima volta in questa città, in linea con quello che il movimento ambientalista, e Legambiente in primis, ha chiesto da anni, ricevendo nel passato solo indifferenza e minacce di querela.

Come in linea è la scelta, in via di attuazione, di attivare una bilancia pesarifiuti al CCR di via Paestum, per iniziare finalmente a far pagare i cittadini in base ai rifiuti effettivamente prodotti, avviando quindi una politica anche di risparmio per le famiglie.

Ed assolutamente inquietante è notare che il dimissionamento dell’Assessore, il maggiore esperto nella gestione del ciclo dei rifiuti in provincia, ma con alte competenze anche in materia urbanistica e nel settore delle energie rinnovabili, avvenga proprio dopo che si è avuto un miglioramento dei controlli sul rispetto del capitolato da parte della ditta che gestisce i rifiuti in città, con il conseguente comminamento di una multa per mancato raggiugimento degli obiettivi di legge, e prima della nuova gara, per la quale sono stati scelti criteri di massima trasparenza e che potrebbe portare ad un cambiamento significativo e positivo nella gestione dei rifiuti in città.

Viene quindi da chiedersi quale sia il reale motivo di tale scelta, al di là della risibile e palesemente di facciata motivazione addotta dal sindaco: non è infatti pensabile che in 10 mesi si possano completamente sistemare i danni fatti da anni di malagestione: è come se in formula 1 si licenziasse un buon pilota perché non arriva primo con una macchina senza alettoni e con le gomme consumate!

Stupisce inoltre la modalità decisionistica di questa scelta, priva di alcun rispetto per la persona ed effettuata con un’assoluta mancanza di confronto col mondo ambientalista: ricordiamo che Conti è un esponente storico del movimento ambientalista ibleo, e che, piaccia o non piaccia, ha avuto un ruolo centrale in questi anni nella lotta contro la malagestione dei rifiuti e la cementificazione e per la salvaguardia del paesaggio ibleo, rischiando di pagare gravi prezzi personali: battaglie durissime in cui l’attuale sindaco ha brillato per la sua assenza.

Si vedrà prossimamente se i dubbi e l’inquietudine saranno confermati. Basterà vedere se i programmi e le iniziative del dimesso Assessore saranno portati avanti, ad esempio se si andrà o meno ad una nuova proroga all’attuale ditta nella gestione dei rifiuti, magari tirando fuori qualche coniglio dal cilindro. A questo punto ci aspettiamo comunque un’accelerazione bruciante dal Sindaco neo Assessore all’Ambiente, o da un eventuale nuovo Assessore velocista. E’ chiaro che auspichiamo per la città che le cose vadano sempre per il meglio, e che quanto fatto di buono non venga disperso: per questo ci impegneremo e vigileremo, nei limiti d’impegno e temporali che può avere chi fa volontariato.

Ci permettiamo però fin d’ora di dare un suggerimento al Sindaco, per un eventuale ulteriore rimpasto. C’è un assessore che in 10 mesi non ci risulta abbia prodotto gran che: si chiama Federico Piccitto ed ha tenuto per sè la delega all’Agricoltura. Forse varrebbe la pena di valutare se dimissionare anche lui.

di Legambiente Ragusa