Di aeroporti e di libertà in Toscana

[15 maggio 2015]

A qualcuno viene per caso in mente come potrà essere la Firenze del 2027? La risposta, almeno a sentire la vulgata della “nuova” e irresistibile classe di governo del Paese, è semplice: competitiva, moderna, ricca, efficiente. Con un enorme scalo intercontinentale di 3.000 metri, con un sistema aeroportuale toscano che assumerà finalmente la statura (che gli spetta!) di terzo hub nazionale dopo quelli di Roma e Milano e con un numero di nuovi occupati grazie ai grandi lavori, che tra diretto e indotto supererà le 7.000 unità. Con il Galilei di Pisa asservito ad un ruolo secondario e quantitativo sulla fascia low cost. Praticamente un disegno di nuova egemonia granducale.

E il Parco Agricolo della Piana? E il Dibattito Pubblico di cui avevamo ampiamente discusso in concertazione e poi in sede di approvazione della variante al PIT sulla “qualificazione aeroportuale del Vespucci”? E la Valutazione d’impatto ambientale? E quella d’impatto sanitario? Quando, sommessamente prima e, poi, con sempre crescente indignazione, andiamo accennando queste argomentazioni in giro per la Toscana, in convegni e incontri pubblici, veniamo zittiti con insofferenza e delusione. Quasi che avessimo peccato di chissà quale lesa maestà.

Più si pensa a questa triste congiuntura della diminuzione che ci tocca in sorte di vivere, in attesa di veder qualcuno seriamente impegnato ad affrontare la realtà per com’è e non per come si sogna che sia, sempre più prepotentemente ci viene in mente lo splendido Servillo/Giovanni Ernani, gemello genio e sregolatezza di W la libertà mentre recita a memoria Brecht:

“ …le nostre parole d’ordine sono confuse.
Una parte delle nostre parole
le ha stravolte il nemico
fino a renderle irriconoscibili.

Che cosa è errato ora, falso,
di quel che abbiamo detto?
Qualcosa o tutto?
Su chi contiamo ancora?
Siamo dei sopravvissuti, respinti,
via dalla corrente?
Resteremo indietro, senza comprendere
più nessuno e da nessuno compresi?
O contare sulla buona sorte?

questo tu chiedi. Non aspettarti
nessuna risposta
tranne la tua.”

di Fausto Ferruzza, presidente Legambiente Toscana