Ebola news: dal caso Excalibur al nuovo programma Fao

Ren Wang, assistente del direttore generale dell'organismo Onu, intervenuto all’XI Forum Greenaccord in corso a Napoli

[8 ottobre 2014]

Per Ebola ormai è paura collettiva, nonostante le tante rassicurazioni, ora più che mai dopo che in Spagna è massima allerta per il contagio dell’infermiera Teresa Romero Ramos. Non solo, tiene banco pure il caso di Excalibur, il cane della donna che le autorità spagnolo vogliono sopprimere e che il marito di lei sta difendendo, è il caso di dirlo, a spada tratta. Nel frattempo la FAO ha lanciato oggi un nuovo programma per dare assistenza urgente a 90.000 famiglie vulnerabili in Guinea, Liberia e Sierra Leone il cui approvvigionamento alimentare e  i cui mezzi di sussistenza sono minacciati dall’effetto distruttivo che l’epidemia di Ebola sta avendo sulle economie rurali, sulle attività agricole e sui mercati.

Dai primi risultati delle valutazioni rapide , spiega la Fao,  si evince una situazione molto preoccupante. In Sierra Leone, ad esempio, il 47% degli intervistati ha dichiarato che l’epidemia di  Ebola sta notevolmente sconvolgendo le loro attività agricole. Nella contea di Lofa, la contea rurale della Liberia più colpita, i prezzi delle materie prime, tra cui gli alimenti, sono aumentati nel solo mese di agosto  dal 30 al 75%.

Se non affrontato per tempo, l’impatto attuale dell’epidemia sui mezzi di sussistenza potrebbe portare a conseguenze di lunga durata sulle condizioni di vita degli agricoltori e sull’intera economia rurale.  La FAO ha mobilitato i propri fondi per sostenere gli sforzi delle Nazioni Unite e dei governi. Tuttavia, è necessario molto di più e subito. La FAO chiede un sostegno urgente per consentire all’Organizzazione di continuare ad assistere le comunità più vulnerabili nei paesi colpiti e a rischio, salvaguardando il loro futuro.
Il Programma di Risposta Regionale per l’Africa occidentale incrementerà il lavoro che la FAO sta già facendo con i governi, con le altre agenzie delle Nazioni Unite e con reti locali di lavoratori agricoli, forestali e veterinari per contribuire a fermare la diffusione della malattia, affrontare  le esigenze immediate e di lungo termine di cibo e nutrizione, e costruire la resilienza.

La FAO lancia un appello urgente  per 30 milioni di dollari, per sostenere le attività legate al programma  nel corso dei prossimi 12 mesi, organizzate intorno a quattro obiettivi fondamentali:

  • contribuire a salvare vite umane fermando la diffusione della malattia attraverso la mobilitazione sociale, la formazione e la sensibilizzazione;
  • sostenere i redditi e la produzione agricola per garantire la sussistenza;
  • costruire la resilienza delle comunità nei confronti della minaccia della malattia;
  • rafforzare il coordinamento per una migliore risposta.

«La nostra risposta è parte dell’impegno complessivo delle Nazioni Unite di salvare vite umane e proteggere i mezzi di sussistenza”, ha affermato Vincent Martin, responsabile del Centro di resilienza sub-regionale della FAO con sede a Dakar – l’ufficio che coordina le attività di  risposta della FAO. “Stiamo seguendo un duplice approccio per aiutare i nostri partner delle Nazioni Unite ad arrestare la tragica perdita di vite umane e allo stesso tempo proteggere i redditi, i livelli di nutrizione e la sicurezza alimentare»

Tra le attività previste la mobilizzazione delle comunità per ridurre il rischio di infezione attraverso campagne di sensibilizzazione; l’incremento dei raccolti alimentari e commerciali e della produzione zootecnica ed ittica, introducendo strategie di micro-finanza per salvaguardare i redditi rurali; e la creazione di sistemi di allarme e di risposta precoce per ridurre i rischi di Ebola nell’interfaccia uomo-animale. Il programma inoltre fará sì che i paesi si coordinino tra loro in modo da colmare le lacune di competenze, aumentando la condivisione delle conoscenze sulle migliori pratiche e costruendo network di collaborazione.