Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Ecodem, c’è l’appello ecologista per i candidati Pd al Parlamento europeo

[21 maggio 2014]

Il nuovo Parlamento europeo opererà in una fase cruciale per le prospettive dell’Europa: una lunga crisi economica, affrontata con politiche europee inefficaci, ha lasciato diversi Paesi europei in difficoltà, con elevata disoccupazione, con debiti pubblici cresciuti, con un peggioramento delle condizioni di vita di ampie fasce di popolazione. Questo contesto europeo di difficoltà economiche e sociali è accompagnato da un freno allo sviluppo degli investimenti, pubblici e privati, nella tutela del capitale naturale e dei servizi ecosistemici e sta producendo un indebolimento delle iniziative europee in materia di crisi climatica.

Il ripiegamento dell’Europa, apparsa in questi anni di crisi più ostaggio di egoismi nazionali che protagonista di un nuova speranza comune, ha alimentato anche un diffuso e crescente euroscetticismo. Benché complessivamente abbia un debito pubblico modesto e largamente inferiore a quello degli Stati Uniti, l’Europa finora ha puntato prioritariamente al contenimento del debito di alcuni Paesi e, anziché aiutarli ad uscire dalla crisi, ha contribuito ad alimentare la recessione, a produrre nuova disoccupazione, alti costi sociali e un freno alle politiche ambientali. Il rilancio dello spirito europeista richiede – oggi più che mai -un nuovo progetto europeo di sviluppo, sostenibile, esteso a tutti i Paesi dell’Unione, equo e inclusivo, in grado di creare nuova occupazione, in particolare per i giovani.

Questo nuovo progetto di sviluppo oggi non può che essere fondato su una green economy: l’unica possibilità che abbiamo per attivare un nuovo ciclo economico, in grado di affrontare sia la crisi economica e finanziaria sia quella ecologica e climatica, in grado di promuovere nuove attività, cambiamenti e conversioni di molte di quelle esistenti, di generare nuovo benessere di migliore qualità.

Per lanciare questo nuovo progetto europeo di sviluppo basato su una green economy, ci impegniamo a promuovere nel futuro Parlamento europeo le seguenti iniziative:

1. Realizzare una riforma fiscale ecologica,come avvio di una armonizzazione dei sistemi fiscali europei, per ridurre il prelievo fiscale dai redditi da lavoro e delle imprese e aumentarlo sull’inquinamento e il consumo di risorse, utilizzando così la leva fiscale per riorientare l’economia e sostenere lo sviluppo di una green economy.

2. Introdurre un sistema europeo di garanzia dei debiti pubblici nazionali dei Paesi europei per consentire il loro finanziamento con tassi di interesse stabilmente bassi, rendendo così disponibili maggiori risorse per nuovi investimenti.

3. Contrastare la stretta creditizia e promuovere un aumento della liquidità disponibile sviluppando l’integrazione europea del credito e con un ruolo più attivo della Banca Centrale Europea.

4. Rivedere il Fiscal compact introducendo la possibilità di utilizzare eurobond per finanziare l’ecoinnovazione, senza pesare sul debito pubblico nazionale.

5. Rilanciare l’ Europa quale leader internazionale di una green economy, competitiva e a basse emissioni di carbonio, puntando su un nuovo pacchetto di misure vincolanti che preveda, entro il 2030, di ridurre del 50% le emissioni di gas di serra rispetto al 1990, di soddisfare il 40% del consumo energetico con fonti rinnovabili e di realizzare misure che consentano un risparmio del 40 % dei consumi energetici.

6. Dare maggiore concretezza alla strategia europea per l’uso efficiente delle risorse, introducendo indicatori in grado di misurarne i progressi, promuovendo l’ecoinnovazione di processi produttivi e prodotti, con misure più efficaci per la prevenzione della produzione dei rifiuti e per tagliare gli sprechi alimentari, promuovendo acquisti pubblici verdi e la priorità del riciclo.

7. Dare attuazione alla Strategia europea sulla biodiversità e promuovere l’effettivo funzionamento della Rete Natura 2000, rafforzando i finanziamenti europei per tutelare il capitale naturale e i servizi ecosistemici, limitare il consumo di suolo, rafforzare le bonifiche e il recupero delle aree contaminate, sviluppare le infrastrutture verdi, anche per mitigare e ridurre gli impatti della crisi climatica e i rischi del dissesto idrogeologico.

8. Puntare su un’agricoltura europea di qualità ecologica, senza OGM, assicurando la piena integrazione dei requisiti ambientali, valorizzandone le tipicità nonché il ruolo multifunzionale : la prioritaria produzione agroalimentare, il ruolo di presidio del territorio e di tutela della biodiversità, con attenzione alle attività che possono migliorare e integrare i redditi degli agricoltori e favorire l’occupazione nelle campagne, come la filiera corta, l’agriturismo e le agroenergie.

9. Con particolare attenzione alle aree più esposte alle ondate di calore e alla siccità, aggravate dalla crisi climatica, attivare interventi e finanziamenti europei per la tutela, la conservazione, il risparmio, la disponibilità e gli usi efficienti dell’acqua. In occasione della revisione della Direttiva quadro sulle acque, rafforzare un approccio integrato che renda più incisive le azioni per il raggiungimento del buono stato ambientale dei corpi idrici, per migliorare i sistemi di depurazione, per abbattere le perdite nelle reti di distribuzione e promuovere il risparmio idrico nelle produzioni agricole e in quelle industriali.

10. Sviluppare misure europee di sostegno e finanziamento per città sostenibili, collegandosi a iniziative già in corso come le Smart city e il Patto dei Sindaci, con particolare attenzione alla riduzione della mobilità su auto privata e alla diffusione di modalità di trasporto urbano sostenibile per persone e merci, nonché rivedendo le reali priorità nei finanziamenti dei corridoi europei.

Appello promosso da:

Pierluigi Adami, Agostino Agostinelli, Luigi Bellassai, Stella Bianchi, Chiara Braga, Alessandro Bratti, Piero Capodieci, Corrado Carrubba, Susanna Cenni, Marco Ciarafoni, Luigi Dallai, Emanuele Durante, Erasmo D’Angelis, Claudio Falasca, Silvia Fregolent, Sergio Gentili, Giovanni Lattanzi, Stefano Leoni, Raffaella Mariani, Carlo Montalbetti, Raimondo Orsini, Svedo Piccioni, Massimo Pintus, Laura Puppato, Edo Ronchi, Ermete Realacci, Giampiero Sammuri, Stefano Vaccari, Riccardo Valentini, Fabrizio Vigni, Irma Visalli, Giorgio Zanin

Hanno già aderito a quest’appello i seguenti candidati del PD:

Simona Bonafè, Alessandra Moretti, Alessia Mosca,Pina Picierno, Alberto Aletta, Brando Benifei,Goffredo Bettini,Manuela Bora, Mercedes Bresso, Renata Briano, Nicola Caputo, Giuseppe Catizone, Salvatore Caronna, Sergio Cofferati, Nicola Dall’Olio, Paolo De Castro, Francesco De Angelis, Leonardo Domenici, Enrico Gasbarra, Carlotta Gualco, Roberto Gualtieri, Rita Cinti Luciani, Valentina Mantua, Stefano Minerva, Lorena Pesaresi, Mario Pirillo, Gianni Pittella, Carlo Roccio, David Sassoli, Renato Soru, Patrizia Toia, Antonella Trapani, Andrea Zanoni