Ecodem: “Un congresso aperto per rifondare il Pd”

[30 luglio 2013]

di Fabrizio Vigni, presidente degli Ecologisti Democratici

Dare l’immagine di un partito che fa un passo indietro, restringendo la partecipazione congressuale, sarebbe un drammatico errore. E ancor prima sarebbe un errore ogni forzatura per cambiare le regole, visto che la partita è di fatto già cominciata, a meno che non vi sia un consenso larghissimo. Non se ne può più, non possiamo passare mesi e mesi a discutere di regole: serve un congresso aperto e inclusivo che parli dell’Italia, non delle beghe e degli equilibri interni.

In linea di principio è più che legittimo discutere di quale sia il modello di partito migliore, di chi debba aver diritto di voto in un congresso e se far coincidere la figura di segretario con quella di candidato premier. Ma nella situazione data, se un partito come il Pd che finora ha sempre chiamato a scegliere il proprio leader non solo gli iscritti ma anche i propri elettori decidesse all’improvviso di restringere il diritto di voto, farebbe un errore imperdonabile, perché si darebbe un messaggio di chiusura proprio nel momento in cui la profonda sfiducia verso i partiti richiede non meno ma più partecipazione, non meno ma più apertura e innovazione.

Il Partito Democratico va rifondato e il modo migliore di  farlo è centrare lo sguardo non sul nostro ombelico ma sui problemi degli italiani e sulla visione del futuro, a partire dalla necessità di un ‘green new deal’ per uscire dalla crisi.