Dal 21 al 25 settembre nella capitale alcuni dei migliori ricercatori d’Europa

Ecology at the interface, a Roma l’ecologia è per una società più sostenibile

[9 luglio 2015]

ecology at the interface

Esiste al mondo qualcosa di più complesso e affascinante del funzionamento degli organismi viventi, umani compresi? Se una risposta affermativa esiste, probabilmente va ricercata nell’intricato legame di interdipendenza che lega tra loro tutte le forme di vita, e queste agli ecosistemi da cui traggono sostentamento. Non a caso, da Darwin in giù, lo studio dell’ecologia rappresenta uno dei primi, grandi esempi di scienza della complessità.

Una tradizione che trova oggi continuo arricchimento nel concetto di sostenibilità – sociale, ambientale ed economica, anch’essa un soggetto complesso – e che vedrà presto riuniti a Roma alcuni dei migliori ricercatori europei per offrire uno spaccato sui progressi del Vecchio continente in fatto di ecologia. L’occasione è quella offerta da Ecology at the interface, evento in programma nella capitale dal 21 al 25 settembre e organizzato dalla European ecological federation (Eef) con la Società italiana di ecologia (S.It.E.), insieme a una batteria di autorevoli partner scientifici e istituzionali.

Il programma dell’evento, del quale è appena stata resa nota l’ossatura, tiene fede alla necessità di un approccio “complesso” dando voce ad accademici che spaziano dalle scienze della vita all’antropologia, passando ovviamente dall’economia ecologica e ambientale. Tra questi ultimi spicca la presenza di Massimiliano Mazzanti, economista all’università di Ferrara e direttore del centro di ricerca Seeds – nonché membro del think tank di questo giornale, Ecoquadro – che sarà protagonista della sessione Frontiers in Ecological economics: towards the circular and low carbon economy (in allegato in fondo pagina il programma dettagliato per tutte le giornate dell’evento).

Un tema più che mai stringente nella più generale prospettiva offerta da Ecology at the interface, che è quella di approfondire “soluzioni science-based per il benessere umano”. Fare perno sull’ecologia e la complessità rappresenta un’occasione per incrementare gli scambi tra molteplici branche del sapere, finalizzati a raggiungere un obiettivo molto concreto: una società più sostenibile.