Si è chiuso il VII Congresso Mondiale dell'Educazione Ambientale WEEC

Educazione ambientale, che successo a Marrakech. Il miglior insegnante? La natura

Un evento epocale con 2400 partecipanti. Approvato l'Appello

[26 giugno 2013]

Si è chiuso a Marrakech (Marocco) il Settimo Congresso Mondiale dell’Educazione Ambientale (WEEC World Environmental Education Congress), organizzato dal Segretariato Permanente della rete WEECe dalla Fondazione Mohammed VI per la protezione dell’ambiente. Oltre 2400 partecipanti venuti da 105 paesi del mondo hanno condiviso esperienze, idee, metodologie e ricerche. Con questa partecipazione record il WEEC ha festeggiato in modo eclatante il suo decimo anno di attività e l’organizzazione della settima edizione dei congressi che dal 2003 si sono svolti in quasi tutti i continenti (dal Portogallo al Brasile, passando per l’Italia, dal Sud Africaal Canada, dall’Australia fino all’edizione di quest’anno in Marocco). Una pietra miliare dell’educazione ambientale nel mondo.

La rete WEEC – il cui Segretariato Generale è Mario Salomone e che ha sede in Italia, presso l’Istituto per l’Ambiente e l’Educazione Scholé Futuro Onlus di Torino – si arricchisce quindi di un’importante pietra miliare e si conferma essere l’unico momento di scambio e di confronto tra gli studiosi e i professionisti dell’educazione ambientale a livello mondiale. Docenti universitari, insegnanti, giovani, imprese, associazioni, membri degli enti e delle istituzioni internazionali, nazionali e locali, funzionari di parchi ed enti culturali, infatti, si sono riuniti al WEEC per presentare buone prassi e ricerche. Oltre all’esposizione di relazioni orali e di poster, era possibile utilizzare altri format come tavole rotonde eworkshop e side events, garantendo un’amplissima gamma di modalità di condivisione e dialogo tra delegati giunti da tutto il mondo. Ogni incontro ha visto la presenza numerosa di partecipanti provenienti dai cinque continenti, moltiplicando in modo esponenziale l’arricchimento reciproco.

I lavori si sono articolati anche in affollate sessioni plenarie con relatori tutti di alto livello e in ben undici nicchie tematiche (legate trasversalmente dal tema centrale del rapporto tra città e campagna) che hanno toccato tutti gli aspetti dell’educazione ambientale e hanno fatto il punto sullo stato dell’arte a livello mondiale in questo settore, ma che hanno toccato anche temi classici dell’ecologia, come l’acqua, il cibo, l’energia, i rifiuti.

Inoltre era allestito uno spazio esposizioni con lavori delle scuole locali, mostre di opere d’arte realizzate con materiali riciclati, esempi di innovazione tecnologica e di impresa “green”. I cambiamenti che emergono e quelli che saranno ancora più necessari in futuro non potranno che realizzarsi se la società saprà trasmettere sia ai bambini sia agli adulti nuovi valori, spesso in rottura con quelli che sono attivi oggi.

Per questo i partecipanti hanno deciso di chiudere i lavori lanciano un Appello di Marrakech, per sottolineare con forza l’importanza cardinale dell’educazione ambientale nello sviluppo sostenibile. Presenza ai massimi livelli istituzionali e della cultura.

Non sono mancati gli interventi istituzionali ai massimi livelli, come quelli di Irina Bokova, prima donna a diventare Direttrice generale dell’UNESCO, Achim Steiner Direttore esecutivo dell’UNEP (il programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente), Abdulaziz Othman Altwaijri, direttore generale dell’ISESCO (Islamic Educational, Scientific and Cultural Organization). Ospite d’eccezione, Vandana Shiva, scrittrice e militante ambientalista, vincitrice del Nobel alternativo nel 1993, ha chiuso i lavori con una lectio magistralis di fronte a una platea commossa che le ha tributato più di un applauso e standing ovation.

Al centro del suo discorso l’importanza di considerare la natura come l’insegnante migliore e la necessità di imparare nuovamente a vivere in armonia con la natura e a ritessere legami sociali sinceri.

Attesissimo, Edgar Morin è stato purtroppo fermato da un problema di salute. La principessa Lalla Hasnaa, Presidente della Fondazione Mohammed VI per la protezione dell’ambiente, ha voluto presenziare personalmente alla cerimonia di apertura e ha portato il saluto del Re del Marocco Mohammed VI. Inoltre il Re ha offerto una cena di gala per oltre 600 persone nell’affascinante cornice del Palazzo Al Badii, dove uno spettacolo sui quattro elementi naturali – acqua, aria, terra e fuoco – ha coinvolto decine di artisti, ballerini, musicisti e acrobati.

Ma il WEEC non finisce qui, il cammino del World Environmental Education Congress continua verso una nuova e stimolante edizione, Mario Salomone, Segretario Generale del Segretariato Permenente WEEC ha infatti presentato la prossima edizione del Congresso che si terrà in Svezia, a Gothenburg, dal 5 all’8 luglio 2015, organizzato dall’Università di Gothenburg, una delle più prestigiose e ”sostenibili” università del mondo.
L’educazione ambientale, dunque, continua la sua strada verso l’ottavo WEEC.

Francesco Cancellieri, Associazione Centro Educazione Ambientale (Cea)