Erboristeria: una pratica antica per il nostro benessere

[5 maggio 2014]

Quando si parla di erboristeria si intende in generale l’arte che si occupa dello studio delle piante e del loro effetto sull’uomo. Si tratta di una pratica e disciplina molto antica, appannaggio delle donne, che venivano chiamate “raccoglitrici”. In Italia la figura della donna erborista è tradizione popolare radicata e affermata sino a quando non è stata trasfomata in “strega”. Da quel momento, con l’inquisizione, la tradizione si è limitata ed è rimasta viva nel segreto delle case e del passaparola tra generazioni, tramandata sempre meno. Ecco che poi arriva l’uomo e nasce la figura del curatore: il medico, prerogativa maschile, dove la scienza applica e prescrive medicamenti anche derivati da piante o principalmente scoperti in laboratorio come principi attivi di sintesi, da qui i farmaci e i medicamenti attuali.

Oggi la scienza erboristica è rivalutata ed è quel ramo del sapere che approfondisce la conoscenza di quei vegetali importanti per la salute, come le piante medicinali, officinali, aromatiche o le spezie. Per salute si intende sia interna che esterna, quindi si contempla sia l’effetto fitoterapico che cosmetico e nutrizionale dei vegetali. Il primo passo è lo studio del riconoscimento, della fisiologia vegetale e della botanica delle piante, dei fiori, degli arbusti o semi. Se ne studia, nello specifico, il tipo di coltivazione e la  raccolta, individuandone il “tempo balsamico”, ovvero il periodo in cui i principi attivi risultano essere maggiormente efficaci. L’erboristeria si occupa anche della modalità di estrazione dei singoli principi utili e i dei metodi di conservazione.

I prodotti vengono poi venduti come terapeutici e medicinali (fitoterapia, galenica tradizionale) o come cosmetici o anche come nutritivi in integratori alimentari e lo stesso negozio che li mette in vendita si chiama erboristeria. In Italia i prodotti erboristici non hanno ancora una loro specifica denominazione e vengono venduti come preventivi della malattia e favorenti il benessere della persona e sono riconosciuti come prodotti o cosmetici naturali o integratori alimentari; inoltre in erboristeria è possibile vendere tutte le piante e i prodotti non ad uso medicinale, poichè solo le farmacie possono vendere farmaci a base di erbe e alcune piante scritte nell’elenco della circolare n° 1 del 8 gennaio/1981. In erboristeria troviamo prodotti sia confezionati che sfusi e, per preparare questi ultimi, per realizzare tisane per esempio, è richiesta la presenza di un erborista o laureato in scienze erboristiche per garantire un controllo accurato in tutte le fasi: dal riconoscrimento, alla preparazione e distribuzione del prodotto, nonchè uso e corretta somministrazione.

La figura dell’erborista nasce in Italia nel 2055, quando viene riconosciuto come laureato in tecniche o scienze erboristiche, dopo un corso che dura tre anni. Si tratta di una figura professionale che studia la farmacognosia cioè l’uso delle piante utili e curative rispetto ai singoli apparati dell’organismo classificando e suddividendo così le piante un base al loro uso curativo.

L’erboristeria approfondisce e ingloba varie discipline alternative che hanno a che fare con fiori, piante, essenze o  elementi vegetali. Queste sono: la fitoterapia, la floriterapia o Fiori di Bach, l’aromaterapia, l’omeopatia. I prodotti erboristici venduti nelle erboristerie vanno quindi da preparati per tisane, oli essenziali e tinture madri, gemmoderivati, Fiori di Bach, cosmetici naturali e biologici, fanghi, oli vegetali, integratori, alimenti fortificati o biologici.

Valeria Gatti