Ferragosto, successo per archeologia e musei. Realacci: «Con cultura si mangia e si spinge turismo»

Oltre un terzo della spesa turistica nazionale (il 37,5%) è generato proprio dal sistema culturale

[16 agosto 2016]

ermete realacci

Il sistema culturale si conferma uno dei motori dell’economia nazionale. Il successo dell’apertura dei musei e delle aree archeologiche a Ferragosto è un segnale che dimostra quanto sia importante l’intera filiera e quanto essa stimoli il turismo.
All’insieme di attività non solo strettamente culturali, come i musei, le aree archeologiche, i beni culturali in genere, vanno considerate anche letteratura, cinema, performing arts, industrie creative e made in Italy: cioè tutte quelle realtà produttive che non rappresentano in sé un bene culturale, ma che dalla cultura traggono linfa creativa e competitività; come il design, l’architettura e la comunicazione. Attività che a loro volta “spingono” la filiera del Il turismo: più di un terzo della spesa turistica nazionale (il 37,5%) è generato proprio dal sistema culturale.

Questa quadro emerge da “Io Sono Cultura”, il rapporto realizzato recentemente dalla Fondazione Symbola e da Unioncamere che dimostra, numeri alla mano, che la cultura è uno dei motori più importanti della nostra economia: produce il 6,1% della ricchezza: 89,7 miliardi di euro. Ma c’è di più: la cultura ha sul resto dell’economia un effetto moltiplicatore pari a 1,8. Per ogni euro prodotto, se ne attivano 1,8 in altri settori. Gli 89,7 miliardi, quindi, ne ‘stimolano’ altri 160,1, per arrivare a 249,8 miliardi dell’intera filiera culturale, il 17% del valore aggiunto nazionale.

Anche sul fronte del lavoro il sistema produttivo culturale si dimostra fondamentale con 1,5 milioni di persone occupate, il 6,1% del totale in Italia. Confrontando i dati con quelli degli ultimi cinque anni, i valori complessivi della filiera sono in crescita, pur di poco: +0,6% il valore aggiunto, +0,2% gli occupati. Valori il cui peso si comprende a pieno solo confrontandoli con quelli, di segno opposto, del complesso dell’economia: -0,1% il valore aggiunto, -1,5% l’occupazione.

Dalla ricerca si vede un’Italia che crede nelle sue forze e nelle sue capacità, consapevole che la sua cultura dalle radici antiche è oggi un importante volano sia per la crescita che per la sua identità. Un’Italia che fa l’Italia, che può vincere la sfida del futuro.

di Ermete Realacci, presidente commissione Ambiente – Camera dei deputati