Da Firenze un albero contro Ebola

[3 dicembre 2014]

L’epidemia di ebola continua ad occupare le pagine della cronaca italiana esclusivamente a causa di un singolo medico di Emergency, che coraggiosamente era andato ad aiutare le popolazioni colpite e che attualmente è in cura a Roma per aver contratto il contagio. Dietro di lui ci sono però le più i circa 14mila casi di Ebola registrati in Africa occidentale, dei quali più di 5mila nella sola Sierra Leone.

La necessità di medici, infermieri e cure dai paesi industrializzati continua dunque a essere pressante. Anche aiuti più minuti possono però essere molto preziosi. Ogni giorno in Sierra Leone si ammalano più di 100 persone: per fermare il diffondersi della malattia, Emergency ha aperto un centro a Lakka, a pochi chilometri dalla capitale Freetown, un centro che ha bisogno dell’aiuto di tutti.

Un modo intelligente per offrirlo arriva da una giovane azienda fiorentina, Treedom, che permette a chiunque di contribuire affinché un nuovo albero sia piantato nel mondo, in modo da compensare le emissioni di gas serra dovute alle attività della nostra vita quotidiana, aiutando al contempo comunità locali per le quali gli alberi sono – ancor più che per noi – una fonte indispensabile per la loro sussistenza.

Fino al 15 Febbraio, gli alberi di Guava piantati con Treedom – che già contribuiscono ad aiutare molte realtà in via di sviluppo in Africa – serviranno anche per raccogliere fondi per finanziare il centro di Emergency a Lakka.

«Abbiamo deciso di aprire questo Centro perché l’epidemia non accenna a fermarsi: i casi positivi aumenteranno e c’è bisogno di altro personale sanitario, altri reparti di isolamento e altri posti letto per la cura dei pazienti», spiega Luca Rolla, coordinatore di Emergency in Sierra Leone.

L’albero di Guava è molto coltivato nei paesi tropicali; produce succosissimi frutti e bellissimi fiori bianchi, grandi e profumati, consumati sia freschi che sotto forma di succhi, nettari e confetture. È quindi un ottimo sostegno per l’economia rurale che li coltiva. Piantando questo albero è anche possibile assorbire 200 kg di CO2, ovvero quanta ne produce in media una persona in 15 giorni. Al costo di 29,9€ cadauno, questi alberi potranno inoltre ergere una difesa più efficace contro l’Ebola: un “bonus” non da poco.

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