Firenze, in memoria della strage di Piazza Dalmazia

[11 dicembre 2013]

A distanza di 2 anni dalla strage del 13 dicembre 2011, giorno in cui due ragazzi senegalesi Mor e Modou hanno perso la vita per mano di Gianluca Casseri in piazza Dalmazia, la comunità senegalese di Firenze si propone di commemorare la memoria delle vittime attraverso alcune giornate culturali dal titolo “Rispetto e dignità. No al razzismo e alla xenofobia” .  Dall’11 al 15 dicembre prossimi quel tragico momento sarà infatti ricordato con una serie di eventi che coinvolgeranno tutta la città di Firenze e che vogliono soprattutto raccontare il Senegal, la sua cultura, la sua storia, la sua arte.

A organizzare la manifestazione l’Associazione senegalese di Firenze e Circondario in collaborazione con COSPE; ARCI; CGIL, Istituto francese, Casto, Fondazione il cuore si scioglie, e con il patrocinio di Regione Toscana, Provincia di Firenze, e Comune di Firenze.

Tra gli appuntamenti in programma la mostra (Palagio di parte Guelfa dall’11 al 14 dicembre) di due tra gli artisti noti e affermati del SenegalMoussa Traorè e Boubacar Camara, artista – ambientalista di fama internazionale il primo, e pittore da sempre impegnato sui diritti umani il secondo, e la proiezione del film “La Pirogue” del regista Moussa Tourè, vincitore del premio “Un certain regard” a Cannes. In collaborazione con l’Istituto Francese di Firenze sarà possibile vedere il film sabato 14 dicembre in una doppia proiezione dalle 15.30 e alle 18.30 alla presenza del regista, per la prima volta in Italia. Il film, epopea della migrazione raccontata attraverso una  drammatica traversata in piroga da Dakar alle isole Canarie, sarà l’occasione per una discussione,  oltre che con il regista, anche con Isabelle Mallez dell’istituto francese, Benoit Tadie dell’Ambasciata francese, Camilla Bencini di COSPE, Diye Ndyae di ASFC e  Nodou Gueye di Sunugal di Milano e. Babacar Ndiaye di ASFC

Accanto a questi eventi due i convegni:  “La Toscana e il Senegal: partenariati relazioni attività di cooperazione internazionale”(giovedì 12, ore 15.30 palazzo Medici Riccardi) in cui si confronteranno buone pratiche del sistema di cooperazione toscano e future iniziative in programma e in cui si parlerà del ruolo della Diaspora senegalese e il suo contributo alla promozione alla cooperazione in Senegal.

E un secondo “Rispetto e dignità no al razzismo e alla xenofobia” (venerdì 13 ore 1430 – palazzo sacrati strozzi) che vedrà la partecipazione di  tutte le istituzioni fiorentine e toscane e l’ambasciatore del Senegal Seynabou Badiane. Il convegno verterà in particolare sui temi del lavoro, delle discriminazioni in questo ambito, e sul lavoro come mezzo di inclusione.

Tra i relatori Alessio Gramolati, Cgil toscana,  Gianluca Mengozzi dell’Arci regionale e Ndioro Ndiaye consulente internazionale sulle questioni migratorie e presidente di Amld (Alliance pour la migration, le leadership et le développemen). Ndioro Ndiaye è stata Ministro per lo sviluppo sociale, delle donne, l’infanzia e la famiglia in Senegal e per due volte direttrice generale aggiunta dell’organizzazione internazionale per le migrazioni OIM. A concludere i lavori due ministri: Cecile Kyenge, ministra per l’integrazione in Italia e il Ministro degli affari esteri e dei senegalesi all’estero, Mankeur Ndiaye.

La settimana si concluderà con una serata di musica senegalese alla Limonaia di Villa Strozzi (sabato 14 dicembre ore 23.00) e una cena di raccolta fondi per portare a termine i due progetti iniziati nei due villaggi di Mor e Modou (domenica ore 19.00 circolo rinascita di Campi Bisenzio)

“Questo grande evento – dicono ( Diye Ndiaye e Babacar Niaye ) dell’associazione senegalese di Firenze e Circondario –  sarà per noi l’occasione di promuovere una riflessione sulla realtà del Senegal di ieri, oggi e domani attraverso la sua dimensione culturale nonché organizzare dei momenti di riflessioni su tematiche riguardanti percorsi di cooperazione, integrazione e sul tema del diritto ad un lavoro dignitoso e della lotta a tutte le forme di razzismo e discriminazione. Ci auguriamo che tutta la popolazione fiorentina partecipi sia per non dimenticare le motivazioni e i problemi e le ragioni profonde che stanno dietro quell’evento tragico di due anni fa ma anche per andare oltre la violenza e il razzismo e conoscere il vero volto del Senegal”.