Firenze, spazi pubblici ad uso privato: il nonsenso dei bolidi rombanti nelle aree pedonali

[2 luglio 2013]

Fa discutere a Firenze l’affitto, da parte dell’amministrazione comunale, di spazi pubblici di pregio per manifestazioni di privati facoltosi. L’obiettivo è quello di fare cassa in un momento di crisi dove i soldi pubblici a disposizione dei comuni sono sempre meno.

Nell’ultimo periodo questa operazione economica si è ripetuta frequentemente. Due i casi più famosi: l’affitto con chiusura di Piazza Ognissanti per 3 giorni, per ospitare il matrimonio della figlia di un “super ricco” imprenditore indo-thailandese e la recente chiusura di Ponte Vecchio per la cena della “Ferrari Cavalcade 2013”, manifestazione che ha imperversato in centro diversi giorni. Nella città dei Guelfi e Ghibellini si sono da subito anteposti due schieramenti: i cittadini favorevoli tra cui molti commercianti (altri li ritroviamo tra i contrari) che vedono queste occasioni come uno “specchietto per le allodole” rappresentate da visitatori facoltosi che portano denari “freschi” in città. Altri cittadini, residenti e turisti, invece contrari poiché si sentono deturpati del loro diritto di passaggio, di vivibilità o di visita in alcune aree della città.

La discussione intorno al tema è articolata, e le domande da porre molte. L’amministrazione fa bene a fare cassa concedendo in affitto i propri spazi? (Il “clan” Ferrari ha sborsato 100 mila euro per il suolo pubblico e altri ventimila euro per il restauro di un monumento). Gli spazi pubblici, nei casi citati patrimonio dell’Unesco, sono di proprietà dell’amministrazione o sono un “bene comune” che deve essere sempre usufruibile da chiunque voglia goderne? Si possono fare soldi con i beni della “polis” favorendo alcuni (paganti facoltosi) a scapito di altri?

La risposta alle domande almeno per noi è semplice: queste operazioni non sono sostenibili in nessuna città e tanto meno in quella che è divenuta “città aperta” agli aiuti del mondo in occasione dell’alluvione del 1966, perché i suoi tesori inestimabili sono riconosciuti come un bene della collettività.

Ma c’è dell’altro. C’è un’etica, una logica, una congruenza, un esempio da fornire ai cittadini. Non si può affittare un’area pedonale (ci riferiamo a Piazza Ognissanti) situata in Ztl per farci rombare per quattro giorni le Ferrari che hanno portato rumore ed inquinamento (tra l’altro l’esposizione di auto sportive nell’area pedonale, si è ripetuta più volte). Ma questa non è l’amministrazione delle nuove pedonalizzazioni e del miglioramento della qualità della vita in città? Non si sarà mica pedonalizzata Piazza Duomo con l’obiettivo di farci correre un Gran premio di Formula 1, anche quello porta risorse e un “entourage” decisamente benestante. Le aree pedonali, anche quelle di pregio, non devono certo rimanere intoccabili, ed è giusto richiamare manifestazioni che possono far muovere l’economia della città, ma devono essere conformi agli spazi che occupano e devono essere accessibili a tutti.

Con l’auspicio che l’amministrazione possa riflettere su questo utilizzo improprio della città, intanto per trasparenza sarebbe interessante sapere nello specifico come verranno impiegati i proventi incassati nelle varie concessioni.