Foia, ok con riserve dalla Federazione italiana media ambientali: «Percorso appena agli inizi»

Soddisfazione per il primo Freedom of information act italiano, ma permangono criticità

[23 maggio 2016]

foia

La Federazione italiana media ambientali (Fima) esprime la propria soddisfazione per il primo Freedom of information act (Foia) italiano: con il Decreto Trasparenza, approvato dal Consiglio dei ministri il 16 maggio, finalmente anche in Italia l’accesso alle informazioni della pubblica amministrazione, che non contrastino con la sicurezza nazionale o la privacy, è riconosciuto come diritto di cittadinanza in linea con quanto avviene in oltre 90 Paesi al mondo.

Fima ha sostenuto la campagna Foia4Italy, la campagna senza affiliazioni politiche nata da una rete di soggetti della società civile attivi su queste priorità, per chiedere modifiche al testo che il governo aveva reso pubblico negli scorsi mesi e che si era rivelato lacunoso e incompleto, mancante di certezze nell’assicurare ai cittadini la garanzia di accesso a dati, informazioni e documenti.

Il testo pubblicato ora recepisce invece gran parte dei punti irrinunciabili proposti dai firmatari della campagna Foia4Italy, risolvendo molte delle criticità presenti nella versione preliminare come il riconoscimento della gratuità dell’accesso in formato elettronico e cartaceo, limitando il rimborso ai costi documentati per “riproduzione su supporti materiali”, l’eliminazione del “silenzio-diniego”, che avrebbe sollevato le amministrazioni dall’obbligo di motivare il rifiuto all’accesso e l’introduzione di rimedi stragiudiziali, gratuiti e veloci, per i casi di mancata o negativa risposta. Inoltre, si mantiene il diritto dei cittadini, stabilito dal decreto trasparenza 33/2013, ad accedere a tutte le informazioni ambientali pubblicate dalle Pa. Diritto che con la versione precedente del testo rischiava di essere notevolmente indebolito.

Tuttavia, Fima sostiene Foia4Italy nel sottolineare come permangano ancora alcune criticità che rischiano di diventare alibi per le amministrazioni che non hanno intenzione di essere veramente trasparenti: mancano sanzioni chiare e rigorose per i casi di illegittimo diniego di accesso, l’eliminazione di alcuni obblighi di pubblicazione previsti dalla legge 33/2013 ed è presente una formulazione delle eccezioni ancora troppo generica. Sarà importante che queste criticità vengano affrontate e risolte nei prossimi sei mesi, prima della piena operatività della norma).

«È una legge sicuramente perfettibile, ma finalmente si mette nero su bianco il diritto dei cittadini di conoscere e controllare l’operato della pubblica amministrazione, contrastando corruzione e malaffare – spiega Rosy Battaglia, membro dell’ufficio di presidenza della Fima – È un percorso appena agli inizi, che tuttavia ha già messo in risalto come l’impegno della società civile abbia potuto influire positivamente sull’ottenimento del Foia italiano».

di Fima