Formula E, com’è andata la prima stagione di successo per la “Formula Uno” elettrica

[17 luglio 2015]

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A giugno 2015 si è conclusa la prima stagione di Formula E, la corsa delle “Formula Uno elettriche”. Cominciamo con un po’ di dati: ha vinto il figlio d’arte Nelson Piquet con 144 punti (NEXTEV TCR), uno solo di più dello svizzero Sébastien Buemi (e.dams Renault), terzo un altro brasiliano, Lucas Di Grassi (Audi Sport ABT) con 133 punti. La classifica costruttori se l’è aggiudicata la e.dams-Renault (231 punti), davanto a Dragon Racing (171) e Audi Sport ABT (165). Podio europeo all’ultimo gran premio e prix di Londra. L’orgoglio di casa porta il britannico Sam Bird (Virgin Racing) sulla parte più alta del podio, secondo il belga Jerome D’Ambrosio e terzo il francese Loic Duval (entrambi della Dragon Racing).

Male la casa italiana di Jarno Trulli, l’ex pilota di Formula Uno che ha deciso di avventurarsi anche con i bolidi elettrici. Per il pilota abruzzese solo un quarto posto in Uruguay e tre punti a Berlino per essere arrivato primo alle qualifiche (una delle novità introdotte dalla Formula E assieme al FanBoost, dove i fan possono votare il loro pilota per permettergli di usare più a lungo il boost durante la gara). Vitantonio Liuzzi ha raccimolato 2 punti in un e prix, Michela Cerruti (una delle tre donne in gara assieme alla britannica Kathrine Legge e alla svizzera Simona de Silvestro) non ottiene punti. In totale le Formula E di Trulli ottengono 17 punti.

Pare che alcuni piloti di Formula Uno non amino la Formula E, con macchine non abbastanza veloci e rumorose dicono… ma questi non sono difetti, sono parte del cambiamento di prospettiva; non si può andare sempre più veloci, bensì testare sempre di più le capacità dei piloti e delle automobili.
Eppure la versione elettrica della Formula Uno sta attirando interessi. La Citroen entra in gioco per la prossima stagione con il marchio Ds, affiancando la Virgin, la Renault che ha fatto una bella figura entrerà anche in qualità di costruttore.

L’interesse delle case automobilistiche per questa categoria non è solo per la passione per le corse: sviluppare tecnologie pionieristiche per la Formula E significa in pochi anni avere un bagaglio tecnologico da trasferire alle auto su strada, perché il futuro è elettrico.

Certa la seconda stagione con 10 team che si sono già prenotati per partecipare tra questi anche l’italiana Trulli Formula E. Da non dimenticare anche il ruolo sociale che è riuscita a ricucirsi la Formula E in collaborazione con l’associazione One Drop e la fondazione Principe Alberto  II di Monaco: 1 milione di dollari da destinare ad un progetto in Guatemala per l’accesso all’acqua potabile, aiutando in questo modo 37mila persone.

di Emanuele Rigitano

 

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