Lettera agli europarlamentari italiani: «Le recenti tragedie dei migranti potevano essere evitate»

Fornita a Onu e Ue una lista di boss del traffico di migranti: l’hanno ignorata

Il calvario dei migranti e le promesse non mantenute della Commissione europea

[22 aprile 2015]

Nel 2012 la Commissione europea si impegnava con me, con il Gruppo EveryOne e con i nostri partner umanitari a implementare un sistema efficiente di soccorso in mare, con lettera firmata.

Quindi, con una telefonata, ci chiamava ad essere consulenti per l’importante iniziativa; da parte nostra, avremmo messo a disposizione dell’Unione europea la nostra esperienza e il supporto degli esperti che lavorano con noi.

Successivamente, però, nessuna delle promesse è stata mantenuta, noi non siamo più stati chiamati (anzi, la Commissione non ha più risposto alle nostre email) e centinaia di milioni di euro di fondi europei destinati ai migranti sono stati ancora gestiti senza alcun criterio, sulla pelle dei profughi. A causa del nostro lavoro umanitario, noi difensori dei diritti umani di EveryOne Group siamo stati sottoposti a persecuzione istituzionale (alcuni episodi), minacciati da razzisti e neonazisti e infine costretti ad abbandonare l’Italia per proseguire l’opera umanitaria in un clima tollerabile. I media, che sono al servizio della politica, dopo averci concesso spazio per alcuni anni (ho firmato diversi articoli su La Repubblica e altri quotidiani, sull’argomento migrazioni)  hanno iniziato a censurare i nostri articoli, dossier ed appelli. La realtà è evidente: non è interesse dell’Italia, ma neanche dell’Unione europea, offrire sicurezza e una speranza di salvezza a chi fugge da guerre e repressioni.

Da parte nostra, nonostante la persecuzione, continuiamo a impegnarci per i diritti umani, riuscendo a salvare vite umane e offrendo il nostro esempio alle nuove generazioni. Però siamo isolati e circondati da un’assurda ostilità a causa del nostro lavoro a difesa della dignità, della vita e dei diritti fondamentali di migranti, Rom, profughi e altre minoranze vulnerabili ed escluse.

Recentemente abbiamo fornito a Nazioni Unite e Unione europea una lista di boss del traffico di migranti, gli stessi che organizzano i pericolosi viaggi verso Lampedusa. Le autorità però l’hanno ignorata e non hanno fermato questa vergogna, questa carneficina. Preferiscono arrestare gli “scafisti”, che in realtà sono poveri migranti cui i trafficanti assegnano un ruolo fittizio, facendone gli agnelli sacrificali dei loro crimini.

Se non cambia la politica, se non cambia la cultura, se chi può non diventa “attivista”, piangeremo a causa di tante altre tragedie, ascolteremo tante altre bugie da parte dei potenti e la civiltà vera sarà sempre più lontana.

Qui di seguito, la lettera della Commissione europea, simbolo di ciò che poteva essere fatto, ma non è stato fatto, provocando tante morti, tanto dolore, tanta ingiustizia.

Roberto Malini, co-presidente di EveryOne Group