Il fondatore e presidente onorario del Wwf Italia in esclusiva per greenreport.it

Fulco Pratesi, contadino biologico: una storia di agricoltura senza diserbanti

[19 giugno 2014]

Nella nostra azienda “Pratesi Evandro e Figli” sita nei Comuni di Corchiano e Gallese (Viterbo) con 250 ettari coltivati in gran parte a cereali e altre colture erbacee con i metodi tradizionali, basati sull’uso di erbicidi (come del resto tutte le aziende della zona), di fronte a una imponente infestazione in un grande appezzamento di colza, ci venne consigliato trent’anni fa dagli esperti di ricorrere a una forte irrorazione di diserbanti.

A quel punto, per evitare i danni alla salute delle nostre famiglie, si decise di iniziare (anche con i consigli di Gino Girolimoni, dell’Alce Nero) una riconversione di tutta la proprietà alla tecnica biologica pura, coinvolgendo, oltre le colture erbacee – frumento, favino, mais, sorgo, ecc. – anche  tabacco, oliveti, vigneti e noccioleti.

A parte i problemi per il mais, che si dovette eliminare a causa le devastazioni dei cinghiali, tutto il resto funzionò benissimo con la totale esclusione di sostanze chimiche, dai fertilizzanti di sintesi ai pesticidi e agli avvicendamenti con foraggere (erba medica e leguminose) e una forte riduzione delle irrigazioni, grazie anche alla rinuncia di coltivare il tabacco biologico, sia per il costo dl gasolio per l’essiccazione sia per la difficoltà di trovare manodopera per la raccolta a mano richiesta dagli acquirenti del nostro Virginia Bright per sigarette “ecologiche”.

Il vincolo di Riserva Naturale Regionale imposto nel 2000 a tutta l’area (Oasi WWF dal 1985) per tutelare il “paesaggio antico” in una regione del tutto oramai coperta dai redditizi noccioleti, ci ha convinto (creando siepi, alberature per gli uccelli, rispetto assoluto delle oltre 230 roverelle secolari isolate nei campi e protette fin dai nostri nonni e bisnonni) di mantenere l’aspetto in cui i campi di grano, con papaveri e  margherite, specchi di Venere e speronelle  arricchissero la biodiversità di insetti e uccelli utili, a tutto vantaggio della bellezza. Per i fiordalisi, scomparsi dopo l’eliminazione del bestiame, si provvide acquistandone i semi dall’Inghilterra.

Quando un gruppo di agronomi e agricoltori venne a visitare qualche anno fa l’Azienda, vedendo il grano duro privo d’infestanti – tranne i papaveri che ornavano i bordi e i lembi adiacenti ai coltivi – chiesero al nostro agronomo di confessare se avesse usato diserbanti. Gli fu risposto che l’unica azione di diserbo era attuata con l’erpice strigliatore, efficace ma non distruttiva. In più, le rotazioni con erba medica, utilizzata dopo gli sfalci anche dalle pecore, producevano un effetto rinettante che rendeva difficile l’insorgenza delle specie più invasive come il farinaccio e l’amaranto (favorite invece dall’eccesso di diserbi chimici, diffusissimi in Italia).