«Il pesce non può andare in tribunale» è lo slogan scelto per la prima consultazione

Giustizia ambientale e sistema alimentare, la Commissione Ue chiama in campo i cittadini

Potočnik: «In Europa sprechiamo circa 89 milioni di tonnellate di cibo ogni anno. C'è qualcosa di sbagliato nel sistema!»

[15 luglio 2013]

Ha scelto lo slogan “Il pesce non può andare in tribunale” la Commissione europea per dare il via ad una consultazione pubblica sui modi per migliorare l’accesso alla giustizia in materia ambientale. La Commissione ricorda che «L’accesso alla giustizia,  il diritto di impugnare le decisioni o le omissioni da parte di organismi pubblici che sono sospettati di non rispettare il diritto ambientale, è un obbligo internazionale all’interno di una Convenzione Onu».

Infatti l’accesso alla giustizia in materia ambientale è un obbligo internazionale derivante dalla convenzione di Aarhus sull’accesso alle informazioni, la partecipazione del pubblico ai processi decisionali e l’accesso alla giustizia in materia ambientale ratificato dall’Ue nel 2005. La Corte di giustizia europea ha confermato in diversi casi l’importanza di garantire l’accesso effettivo alla giustizia, in particolare dando all’opinione pubblica ed alle associazioni un ruolo attivo nella difesa dell’ambiente.

La consultazione riguarda 3 grandi aree: La percezione dell’importanza di assicurare un accesso effettivo ed efficiente alla giustizia ambientale negli Stati membri; Opzioni per garantire un accesso effettivo ed efficiente alla giustizia in materia ambientale;  Elementi su cui è possibile l’azione a livello comunitario

Secondo la Commissione, «L’accesso alla giustizia potrebbe essere migliorato in due modi: attraverso strumenti non legislativi, quali documenti di orientamento, o attraverso la legislazione comunitaria vincolante. Lo scopo della consultazione è quello di sondare opinioni su queste opzioni e argomenti correlati».

La consultazione è aperta fino al 23 settembre 2013. La Commissione poi analizzerà i risultati e deciderà i possibili passi successivi.

Anche se la legislazione dell’UE copre molte aree riguardanti l’accesso alla giustizia, ci sono dei vuoti che vengono riempiti solo dalla giurisprudenza. I soggetti interessati sono preoccupati dalla situazione di incertezza giuridica che attualmente affrontano e sia il Consiglio e il Parlamento hanno chiesto di intervenire per migliorare l’accesso alla giustizia ambientale. Questa consultazione chiede opinioni per decidere quali azioni a livello dell’UE potrebbe essere necessaria per completare o chiarire la legislazione esistente, al fine di garantire un accesso equo ed effettivo ai tribunali nazionali in materia ambientale.

La Commissione aveva già proposto nel 2003 una legislazione sull’accesso alla giustizia ambientale per coprire aree come il legal standing (cioè chi ha il diritto di portare in tribunale i casi riguardanti l’ambiente), ma la cosa si è arenata al Consiglio ed al Parlamento europeo. La Commissione spiega che «Ora il contesto della politica e politico è quello in cui il Consiglio e il Parlamento europeo e il Comitato delle regioni propongono miglioramenti riguardanti l’accesso alla giustizia negli Stati membri. Ciò si riflette nelle discussioni sulla proposta di 7° programma d’azione ambientale.

Secondo il commissario Ue all’ambiente, Janez Potočnik, «E’ molto importante che i cittadini e le Ong siano  in grado di svolgere un ruolo attivo nella difesa dell’ambiente. Con le parole dell’avvocato generale Eleanor Sharpston: “Il pesce non può andare in tribunale”».

La consultazione è aperta fino al 23 settembre 2013. La Commissione poi analizzerà i risultati e deciderà i possibili passi successivi.

L’altra consultazione annunciata oggi riguarda il futuro del sistema alimentare europeo e la Commissione ricorda che «In Europa sprechiamo circa 89 milioni di tonnellate di cibo ogni anno». Per Potočnik «Questo è moralmente ed economicamente inaccettabile ed è tanto più terribile se si considera la reale entità delle risorse necessarie per la produzione di quegli 89 milioni di tonnellate Inoltre stiamo perdendo tutte quelle risorse. C’è qualcosa di sbagliato nel sistema!».

Il cibo non è solo essenziale per vivere ma rappresenta anche una parte importante dell’identità culturale europea (soprattutto in Paesi come l’Italia) e svolge un ruolo economico di primo piano, ma il modello di produzione e consumo di cibo occidentale sembra arrivato al capolinea e la sua sostenibilità a lungo termine è messa sempre più in discussione. La Commissione evidenzia che «Il sistema alimentare ha un impatto significativo sull’ambiente, per esempio  attraverso le emissioni di gas serra, l’uso delle risorse del territorio e di acqua, l’inquinamento, l’esaurimento del fosforo, e l’impatto di prodotti chimici come erbicidi e pesticidi».

Per questo la Commissione Ue ha deciso di chiedere pareri sulla produzione alimentare e il sistema di consumo europei. La consultazione chiede a stakeholders, cittadini, imprese, Ong ed istituzioni pubbliche  idee su azioni immediate per ridurre i rifiuti alimentari e più in generale su come garantire che il nostro sistema alimentare utilizzi le risorse in modo efficiente. Le risposte serviranno a redigere una comunicazione sul cibo sostenibile entro la fine dell’anno, con una forte attenzione sui rifiuti alimentari La comunicazione esaminerà i rifiuti alimentari per ridurre le inefficienze delle risorse in tutta la catena alimentare.

Il 20 settembre 2011 la Commissione europea ha adottato la roadmap verso un’Europa efficiente nell’impiego delle risorse che chiede incentivi per la produzione e il consumo di cibo più sani e sostenibili e di dimezzare lo smaltimento dei rifiuti alimentari commestibili nell’Ue entro il 2020. La roadmap prevede che la Commissione valuti il modo migliore per limitare i rifiuti in tutta la catena di approvvigionamento alimentare e che prenda in considerazione modi per ridurre l’impatto ambientale della produzione alimentare, con una comunicazione sul cibo sostenibile da presentare entro quest’anno.

Agli intervistati viene chiesto quali dovrebbero essere le priorità d’azione, come misurare l’impatto della produzione alimentare, quale sia il modo migliore di promuovere la produzione più sostenibile e quali catene di approvvigionamento e modelli di consumo di cibo siano più sostenibili, ma anche come prevenire e ridurre i rifiuti alimentari e quali politiche sarebbero più adatte ad affrontare queste sfide.

La consultazione è aperta fino al primo ottobre 2013.

Per partecipare alle due consultazioni:

http://ec.europa.eu/yourvoice/ipm/forms/dispatch?form=A2JUST

http://ec.europa.eu/environment/consultations/food_en.htm