«Una norma indegna di un paese civile come l’Italia»

Gli animali domestici non sono oggetti, e neanche pignorabili. Prima vittoria per #giulezampe

Dal ministro dell’Ambiente risposta positiva all’interrogazione a firma Realacci

[12 marzo 2015]

Il ministro dell’Ambiente Galletti ha risposto alla mia interrogazione dello scorso 23 gennaio in cui chiedevo di rivedere la normativa che considera gli animali domestici come oggetti e quindi pignorabili, come chiesto dalla campagna #giulezampe. Una risposta positiva visto che si riconosce la necessità di superare l’attuale impostazione legislativa e cancellare la pignorabilità degli animali di affezione. Una norma indegna di un paese civile come l’Italia.

Cani, gatti, pesci rossi e ogni sorta di animale domestico sono oggi considerati dal codice civile una ‘res’, ossia una cosa, e quindi pignorabili nei casi previsti dalla legge proprio come televisori, moto, automobili, divani. Un fatto incredibile e contro il buonsenso, che dimostra l’inadeguatezza delle nostre normative. Peraltro la questione interessa ben 25 milioni di italiani insieme ai loro ‘amici a quattro zampe’, non a caso la petizione #giulezampe che l’ha sollevata ha avuto un successo rapidissimo.

Proprio per sollecitare l’adeguamento della nostra normativa al principio di civiltà già adottato da Austria e Germania secondo cui gli animali domestici non sono cose pignorabili, ma esseri viventi dotati di propri sentimenti da rispettare, lo scorso 23 gennaio avevo presentato l’interrogazione ai ministri dell’Economia e delle finanze, della Giustizia, dell’Ambiente e della Salute.

di Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera