A rischio 2 milioni di persone

Gli sgomberi forzati delle baraccopoli di Nairobi

Appello di Amnesty International

[28 ottobre 2013]

A Nairobi, la capitale del Kenya, ci sono più o meno 3,1 milioni di abitanti e la metà (ma forse 2 milioni) vive in baraccopoli e insediamenti abitativi precari che ora rischiano di essere sgomberati con la forza. A denunciarlo è Amnesty International che sottolinea: « Ogni persona ha diritto a un alloggio adeguato, che significa non solo un tetto sulla testa ma il diritto a vivere in un luogo in sicurezza, pace e dignità. Tutti i governi hanno l’obbligo di rispettare, proteggere e realizzare questo diritto e non devono compiere i “cinque passi” che comportano uno sgombero forzato».

Sono le stesse cose che chiede chi nei giorni scorsi ha manifestato per la casa a Roma, ma a Nairobi potrebbe essere “sgomberata” addirittura metà della popolazione, come è accaduto il 10 maggio a City Carton, quando circa 170 agenti di polizia, tra le 4 e le 5 di mattina, hanno circondato un insediamento precario ed hanno permesso a circa 200 uomini di distruggere 400 abitazioni. Amnesty International sottolinea che « Sotto gli occhi della polizia, questi uomini armati di piedi di porco e mazze hanno iniziato a demolire le case»

Un’abitante di City Carton, Beatriz Wanjiru Ndugu ha detto ad un attivista di Amnesty: «Ricordo esattamente quello che è successo. Un ragazzo ha preso la lanterna, l’ha aperta e ha versato la benzina sulle nostre cose. E’ andato nella casa successiva e ha fatto la stessa cosa. Gli ho chiesto perché lo facesse e mi ha risposto che non voleva stessimo più lì…». E’ chiaro che dietro queste azioni di devastazione tollerate e protette dalla polizia ci sono le mire degli speculatori edilizi che scacciano i poveri dalle aree migliori, dove vogliono realizzare condomini e centri commerciali per l’emergente classe media keniana.

Ad Amnesty evidenziano che «Uno sgombero forzato è uno sgombero realizzato senza che siano state osservate le tutele legali, quali ad esempio una consultazione reale con le comunità coinvolte per valutare le alternative praticabili; dare un adeguato preavviso e fornire rimedi legali, prevedere un indennizzo e predisporre un adeguato alloggio alternativo per chi non è in grado di provvedervi autonomamente. Le persone che vivono in insediamenti abitativi precari sono quelle più a rischio di sgomberi forzati. Gli sgomberi forzati aggravano ancor più la loro situazione di povertà perché lasciano molte di loro senza un tetto e in completo stato di indigenza».

Fino ad ora le autorità keniane non hanno mai pianificato una soluzione urbanistica per oltre il 50% della popolazione della capitale keniana che ha un accesso inadatto o inesistente a un alloggio adeguato, acqua, istruzione, assistenza sanitaria e sicurezza. «Così per gli insediamenti abitativi precari di Mombasa e Kisumu, gli abitanti pagano le tasse, votano e contribuiscono allo sviluppo economico e sociale del Paese esattamente come gli altri abitanti di Nairobi – si legge in un comunicato di Amnesty – ciononostante sono esclusi dal bilancio e dai progetti delle città. Nessuno deve essere sgomberato con la forza, a prescindere da  dove vive. Secondo il diritto internazionale e regionale dei diritti umani gli sgomberi forzati sono illegittimi. Le persone che vivono in insediamenti abitativi precari godono del diritto a un alloggio adeguato, all’acqua, ai servizi igienici, all’istruzione e all’assistenza sanitaria, esattamente come tutti gli altri».

Si tratta di un problema sempre più diffuso ed acuito dall’inarrestabile urbanizzazione dell’Africa, tanto che nell’ottobre 2012 la Commissione africana dei diritti umani e dei popoli ha adottato, una risoluzione che condanna gli sgomberi forzati e sollecita tutti gli stati membri della Carta africana ad «Adottare le opportune misure per garantire il rispetto, la tutela e la realizzazione di questo diritto».

In una petizione rivolta l ministro per la terra, l’abitazione e sviluppo urbano del Kenya, Charity Kaluki Ngilu,  si legge: «Amnesty International, i suoi soci e sostenitori sono preoccupati per gli sgomberi forzati che hanno luogo in Kenya. Sono atti illegali che devono cessare immediatamente. Chiediamo al Suo governo di: porre fine a tutti gli sgomberi forzati in Kenya; approvare e applicare una legge che vieti gli sgomberi forzati e preveda tutele che dovranno essere osservate scrupolosamente prima di effettuare qualsiasi sgombero, nel pieno rispetto degli standard internazionali e regionali sui diritti umani in materia».

 

Per firmare: http://appelli.amnesty.it/kenya/

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